Just2 @ Associazione Rinascita, Vaglierano, Asti (22/4/2012)

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 11:30 In una tiepida mattinata, dopo esserci inerpicati attraverso le strette stradine delle campagne astigiane, finalmente Marco ed io arriviamo a Vaglierano.

Di fronte alla Chiesa troviamo il centro: una porzione di Cascina completamente immersa nel verde, con una vista del Monviso da togliere il fiato.

Si spalanca il portone e ci vengono incontro due cagnolini scodinzolanti, le mascotte del centro, insieme a un ospite che ci accoglie con un sincero sorriso.

Il cortile, completamente avvolto dal verde, con un albero secolare al centro e una corona di montagne a fare da sfondo, sarà il nostro meraviglioso palco.

La “casa”, così mi piace chiamarla, è davvero carina sia fuori che dentro. La cosa che mi colpisce subito sono: l’ordine, la pulizia e i colori: giallo e  rosso, colori vivaci, energetici.

Dopo aver posato la strumentazione, facciamo le prime conoscenze.

I ragazzi non sono molti, circa una decina, la media dell’età è di trenta, con punte di 26 e 55.

Senza neanche chiederlo, un ragazzo si offre di darci una mano con la strumentazione e a dire il vero, dalla manualità e dalla precisione, sembra davvero che l’abbia fatto da sempre.

Mentre montiamo la strumentazione, sentiamo le note di “Ai Se eu te pego” provenire dalla cucina, dove i due cuochi stanno preparando delle prelibatezze per pranzo, e subito mi faccio trasportare da un’improbabile danza…ecco … mi hanno conosciuta! Un’inguaribile adolescente che ama ridere e scherzare…il ghiaccio è rotto  

Montato tutto, fatto il sound- check, iniziamo le prove.

Il sole che scalda e il cinguettio degli uccellini, sono davvero una scenografia PERFETTA!

Durante le prove, uno dei due cuochi fa capolino per ascoltare, qualcuno continua la sua partita di carte e i cagnolini giocano nel prato.

Finito, andiamo a lavarci le mani perché è pronto il pranzo.

In una sala troviamo una lunga tavola imbandita con colore e fantasia, e con dietro una grande credenza dalla quale vedo spuntare una collana enciclopedica gastronomica; questo e il profumo di lasagne che si spande nell’aria mi fanno capire che oggi non sarò costretta a mangiare la mia solita e anonima insalatina salva linea
Ovviamente Marco ed io …, chiacchieroni come al solito, siamo gli ultimi a sederci.

Dopo averci aspettato (per me sintomo di grande educazione), finalmente addentiamo la maxi  porzione di lasagne che ha cucinato il cuoco dei primi (e si perché, proprio come in un ristorante che si rispetti, c’è il cuoco dei primi e quello dei secondi) e devo dire: nulla da invidiare alle lasagne dei ristoranti.

Si ride, si raccontano aneddoti improbabili e divertenti. Inizio a ridere con la mia solita risata fragorosa…, talmente tanto da farmi venire le lacrime J.  Il mio collega racconta delle sue esperienze nel mondo ..., come quando ha mangiato un coccodrillo J. Vedo poi accendersi una fiamma negli occhi di un ospite quando Marco accenna al fatto che suo fratello aveva fatto il viaggio di nozze in Tunisia… da questo capiamo che questa persona proviene da lì e in quel suo sguardo abbiamo potuto cogliere tante emozioni: tristezza e smarrimento per essere in un paese così lontanto…e qualche rimpianto. Ma la vita continua…deve continuare.

Intanto ci servono arrosto e patate, deliziose. 

Dopo aver mangiato un kiwi…scappo a prepararmi. Marco, molto più diligente di me, è stato attento durante il pranzo a non sporcarsi… Io conoscendo i miei modi “raffinati”, ho preferito portare mezza casa piena di vestiti… Ah che femmina J

Mi cambio, mi aggiusto, indosso i tacchi…e sì perché questo è  uno spettacolo e ci si deve vestire da spettacolo.

Tutto e pronto.

Una breve telefonata per sapere come sta il mio bimbo e si va in cortile.

Finite le faccende e vestiti di tutto punto (davvero teneri), i ragazzi escono e prendono posto sulle sedie  di fronte a noi.

Siccome avevamo bisogno di foto e video come traccia della giornata, su suggerimento dei ragazzi, abbiamo chiesto a due di loro di occuparsi rispettivamente delle riprese e delle foto. E devo dire che se la sono cavata davvero bene!

Intanto arriva Roberta, responsabile del centro, mia ex compagna delle superiori, persona stupenda con un’energia e un sorriso davvero contagiosi… Si vede che è molto amata dai ragazzi.

Suoniamo e la musica non è mai stata così bella e armoniosa.

Gli applausi del nostro meraviglioso pubblico sono un regalo per noi. 

Nel frattempo arrivano Fabio Gallo e Patrizia, organizzatori della parte Astigiana dell’evento.

Chiacchiero dei brani, racconto un po’ di storia e come è mio solito sorrido e scherzo… I ragazzi ci sono entrati “dentro …, nell’anima”e noi ci sentiamo davvero noi stessi, davvero a casa nostra.

Mentre intono “It’s a sin”, brano dei Pet Shop Boys, eseguito solo piano e voce in una versione davvero toccante, mi escono le lacrime; mentre canto vedo nelle parole la vita e le scelte passate di quei ragazzi e credetemi, non si può rimanere insensibili.

Mi scuso, ma loro comprendono … e i loro applausi mi confermano quanto sia grande il loro cuore e la loro sensibilità.

Dopo più di due ore… finiamo lo spettacolo sulle note di “Imagine”, richiesta da un ospite.

Dopo aver fatto le foto con i ragazzi ci dirigiamo sotto il patio e prendiamo parte ad un piccolo, ma delizioso rinfresco organizzato apposta per noi.

Marco ed io parliamo con i ragazzi, li conosciamo meglio. Qualcuno suona la batteria, un altro la chitarra e compone, qualcuno ama lo sport…ognuno ha un interesse.

Mi faccio raccontare com’è una giornata tipo.

Lasciamo la nostra mail… sì perché quello non può essere l’unico nostro incontro con loro.

Quando conosci persone così la tua vita non è più la stessa e ringrazi il cielo per questo.

Finite di stipare le ultime cose nell’auto…arriva l’ora dei saluti.

Un bacio e un abbraccio per tutti. Un sincero grazie per la giornata. Una speranza che le tue canzoni, le tue parole, i tuoi sorrisi, le tue risate fragorose… possano aver lasciato un segno in loro… Marco ed io ci auguriamo che sia così…anzi … ne siamo certi!

Mentre stiamo per andare via, saluto un ragazzo con cui ho chiacchierato in particolar modo durante la giornata, un bel ragazzo con lo sguardo triste, la carnagione scura e un’attenzione nell’ascolto, tipico di chi è  intelligente.

Mi guarda negli occhi e mi dice che non può accompagnarmi fuori dal cortile… Lì per lì non capisco, faccio finta di nulla e lo abbraccio... Ma poi ribadisce il concetto: “ se mi vedono lì fuori, i carabinieri mi arrestano di nuovo”...

Ti si stringe il cuore, vorresti dirgli tante cose… ma poi ti rendi conto che a volte un mezzo sorriso, uno sguardo incredulo e dispiaciuto e un fraterno abbraccio…valgono più di mille parole.

Mentre andiamo via… diamo un ultimo sguardo e pensiamo…: “No, non sarà l’ultima volta che ci vedranno” 

 

Nara e Marco

 

Ila&The happy trees + Robi Zonca @OPG Castiglione delle Stiviere (MN) (17/04/2012)

Lo devo dire subito: oggi è stata UNA VERA FIGATA!
Ora mi sento meglio! Si, perchè di suonare per la Settimana della musica in posti sempre diversi mi capita spesso ed ogni volta è bellissimo ed emozionante, ma oggi è stato davvero bellissimo.
Vorrei avere sempre un pubblico così: partecipe, aperto, festoso, libero, emotivo.

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Ma ve la racconto dal principio, da quando siamo partiti da Comun Nuovo (BG) con 2 auto, alla volta di Castiglione delle Stiviere (MN). Teo Marchese, Paolo Legramandi (i miei Happy trees), Robi Zonca, io e il nostro fotografo di fiducia Mario Rota.
Il sole splendeva in un bel cielo terso di primavera, ed il posto che ci siamo trovati di fronte, appena arrivati all'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Castiglione, era da cartolina. Non scherzo, boschi, prati, davvero bellissimo.
Poi come, nei film, ci siamo trovati a dover passare tutta una serie di cancelli, perchè la struttura è sostanzialmente un carcere per persone con problemi psichiatrici.
Cancello 1.
Aprite.
Cancello 2.
Aprite.
Cancello 3.
entrate, fermatevi, aspettate che si chiuda alle vostre spalle.
A quel punto si aprirà il Cancello 4.
Siamo dentro, ed una moltitudine di uomini e qualche donna ci guardano "strano" (penso all'inizio).
Volti cupi, un po' incazzati.

C'è anche un cane, Pippo, un cucciolone bellissimo, la loro mascotte.
Noi siamo leggermente in ritardo. Loro, "i matti", si stanno accalcando per entrare nella sala dove di lì a poco comincerà il nostro concerto.
"Fateli passare", urlano le infermiere.
Entriamo, saliamo su un bel palco grande e cominciamo a montare la strumentazione, e loro fanno merenda, casino, parlano, e ci guardano un po' incuriositi, un po' meno incazzati.

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Subito un signore mi dice "mi dicono che sei di Genova, conosci tizio? E' mio cugino".
E tizio lo conoscevo davvero. Ma solo di nome. Incredibile.
Cominciamo a suonare, io, teo e paolo.
20 secondi ed è festa.
Sul secondo pezzo, La lingua, parte il ballo di una coppia di giovani che si divertono tantissimo.
Poi sale Robi, con il suo blues, e si sentono degli urletti di godimento.
Torno io e suoniamo tutti e quattro insieme.
L'energia è fortissima, io (me ne renderò conto solo nel viaggio di ritorno) smetto di pensare, mi si spegne letteralmente il cervello ed è solo musica. Sudore e musica, note coloratissime, gente che balla. Partono applausi spontanei in punti strategici durante le canzoni, perchè loro (i "matti") sentono la musica.
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Improvvisiamo, cantiamo tutti insieme a squarcia gola, parte il ballo del twist, alcuni si baciano appassionatamente, una signora piange, un uomo mi fissa, una moltitudine di uomini, donne, bianchi, neri, giovani e vecchi, tutti che ridono, ballano.
Alcuni sono visibilmente sedati e all'inizio fanno fatica, ma poi partecipano, battono le mani.
Io ballo, suono, canto, sorrido così tanto che penso mi stiano per cadere gli zigomi :)

Rendere l'idea di quel che ho provato con queste parole è davvero difficile: è stato solamente perfetto.
Subito dopo "The happy tree", sul quale è partito un delirio di gioia e divertimento, Paolo mi dice "è evidente che scrivi canzoni per matti!"
E allora io penso "si, e che bellezza allora, sarò matta anch'io"!

Finisce il concerto, mi sento come se avessi 10 anni di meno e se avessimo suonato 10 minuti.
Tutti sorridono, ci stringono le mani, ci ringraziano, inseriventi, pazienti, infermiere, educatori, tutti.
Ci offrono la merenda, beviamo la Fanta, con giubilo infantile delle papille gustative.
E' tutto bellissimo.

Un signore mi chiede di fare una foto insieme, Click,  gli dico che sicuramente torneremo, e lui "Beh spero di non esserci".
E certo, per noi è stata una sola giornata, ma non dimentico che chi è lì non sta tanto bene, tranne oggi, che la musica lo ha trasformato.
Raccolgo le emozioni e penso a quanto sia stato bello, al fatto che loro non hanno tutte le barriere che abbiamo noi.
E mi viene da chiedermi "Ma chi sono i matti?"

:)

ila

Di seguito i video e le foto ( Foto di Mario Rota)



 

 

DANIELE GOZZETTI+PABLO LEONI@Cascina Parolina - Cernusco sul Naviglio (18/05/2011)

Mercoledì 18 maggio sono andato a Cernusco sul Naviglio presso il centro “Cascina Parolina”, centro residenziale per disabili. È stata una bellissima festa all’aperto, con un primo assaggio d’estate, in orario “happy hour”, con gli ospiti del centro, i loro familiari, gli amici…un sacco di gente.

Gli operatori con in prima fila Pablo Leoni, che si occupa della musicoterapica per i ragazzi, hanno lavorato sodo per preparare l’evento, con il risultato di aver dato vita a una vera e propria festa con un’atmosfera allegra, rilassata e con molta partecipazione. Io ho trovato un feeling immediato con Pablo, che prima di tutto è un ottimo musicista di lunga data nonché cantautore come me: ci siamo alternati proponendo pezzi nostri e anche un po’ di cover, sull’onda dell’entusiasmo dei ballerini che si scatenavano davanti a noi. La serata si è chiusa con un doveroso e patriottico omaggio da parte di Mario, il mito della Cascina Parolina.



È stata una bella serata, gioiosa e divertente. Sono venuto via con mille emozioni nel cuore e un quadro sotto braccio che mi hanno regalato i ragazzi, alla fine. Ci sono le impronte delle loro mani, le stesse che quella sera mi hanno stretto forte e comunicato tanto.

Daniele

ILA & THE HAPPY TREES @ Asilo statale di Comun Nuovo - Bergamo (16/05/2011)

Eccomi qua! La Settimana della musica è cominciata, non senza qualche intoppo ma direi che per le grandi imprese sia normale, che dite?
Ilaria Pastore e TIziana Ghiglioni sono entrambe malate ed impossibilitate a cantare, ma nel frattempo troveremo una soluzione.

Intanto vi racconto della mia prima giornata: questa mattina con Teo Marchese siamo andati all'Asilo di Comun Nuovo (Bergamo), dove una folto gruppo di piccoletti era pronto a scatenarsi. Inutile dirlo, i bambini così piccoli sono un concentrato di energia, dolcezza e simpatia. Abbiamo suonato qualche pezzo, improvvisato, poi teo ha spiegato in maniera divertente e semplice le varie percussioni creando un gioco nel quale urlare alla prima occasione buona. Non riuscivo a smettere di ridere.


Far capire ai bambini il lato divertente della musica è bellissimo.
Cantare per loro che ti guardano con occhi ingenui, puri e sognanti è meraviglioso e rinvigorente. Ma questa Settimana della musica la faccio per gli altri o per me? :-)

ila

Pablo Leoni, Ila, Teo Marchese@ Cascina Parolina (Cernusco sul Naviglio) 26/5/2010

Nonostante la Settimana della musica sia finita il 23 scorso, abbiamo deciso di inserire ugualmente altre iniziative identiche nel concetto ma fuori data.
Ed ecco un piccolo video di quel che è successo ieri sera in Cascina Parolina con Pablo Leoni, Teo Marchese, la sottoscritta e gli ospiti del centro.
 
Tanta allegria, qualche compleanno da festeggiare, un pizzico di delirio e percussioni suonate dai fantastici Mario e da Marco: un grazie a tutti, è stata davvero una bella esperienza.

Ilaria Pastore - Antonio Brugnano (Associazione Le valigie del Sole) - Ospedale Niguarda (MI) 20/5/2010

Un meraviglioso pomeriggio in compagnia di bimbi e genitori, nel reparto pediatria dell'Ospedale Niguarda.
Ilaria Pastore, Antonio Brugnano e Fabio Lastella (esponenti dell'Associazione "Le Valigie del Sole - ovvero pagliacci in corsia") insieme per dare vita ad un sorriso tramite i colori dei Clown e la musica!

 
I bambini sono per me un elemento necessario, devo stare con loro ogni tanto, altrimenti ne sento la mancanza. I bambini mi sorridono e a volte non mi apprezzano. I bambini mi dicono chi sono, a volte chi sarò. Più spesso ancora chi sono stata.
Giocare con loro vestita da Clown, raccontare storie, cantare le mie canzoni, mi ha dato qualcosa di indescrivibile. Mi ha dato una pienezza che davvero dovremmo tutti cercare di ottenere ogni tanto.
Ed è la pienezza che ti restituisce il volontariato, una via che dà un senso delicato e totale ai gesti. Stanno meglio gli altri e, inutile negarlo, stiamo meglio anche noi. E non dovremmo farlo solo per lavarci un po' dai sensi di colpa. Dovremmo farlo perchè ci vogliamo bene. Ed amandoci possiamo amare liberamente.
Grazie ad Antonio Brugnano e Fabio Lastella, grazie alle loro Valige del Sole, che regalano gioia ai bimbi del Niguarda tutte le settimane.
Grazie ad Ila che promuove la Settimana della Musica portando altrettanti sorrisi, in tanti altri posti.
Grazie a chi apprezza un gesto e grazie ai bambini, che prendono e ti restituiscono il doppio, senza neanche accorgersene.
 
Ilaria Pastore

Lore e Ivo@ Si può fare, Comunità alloggio per portatori di handicap psichico e fisico adulti - 19/05/2010


 

L’esperienza è stata SENSAZIONALE!!! Ci siamo sentiti veramente immersi nel VERO mondo della musica, quella che regala autentiche emozioni e ti mette in collegamento con le persone di fronte a te! Il clima che si è venuto a creare all’interno di quella stanza con il passare dei minuti ci ha veramente stupiti e ci ha fatti sentire per la prima volta dei veri e propri “raccontastorie”. Infatti, gli ospiti erano molto presi dalla nostra musica e dalle nostre parole, soprattutto nei momenti più “soft”, durante i quali si sono creati anche momenti di totale e preziosissimo silenzio che ci faceva sussultare!!!

Dopo circa un’oretta di schitarrate, urla, battiti di mani e piedi, cori da stadio, richieste di canzoni assurde (accontentate!), abbiamo fatto merenda insieme agli amici di Celana e abbiamo regalato loro il nostro cd.

È stata un’occasione veramente unica, preziosa, da rifare e utile anche per noi e per la nostra crescita musicale ma soprattutto umana e personale! J 

Un grazie agli amici del Centro e agli organizzatori della “Settimana della Musica”!

Lorenzo e Ivano

Ila, Teo e Lorenzo @ Scuola elementare di Comun Nuovo, Bg (18/5/10)


 

Secondo giorno della Settimana della musica.

Io, Teo Marchese e Lorenzo Fugazza andiamo a suonare alla scuola elementare di Comun Nuovo, per condividere emozioni e musica con 180 bambini dai 6 ai 10 anni.
Nonostante sia solo uno stralcio dall'audio pessimo (quasi non si sentono le chitarre e la voce a causa del battito delle manine...) si può percepire la vibrante energia che si è venuta a creare!
  

Verso la fine del concertino (in questo stralcio) i bimbi hanno cominciato a cantare con noi, creando un'energia davvero bella.

Alla fine del concertino ecco partire le domande, alcune molto attente, altre dolci ed ingenue. Mi emozioni anche per questo ;)

E' un'esperienza che ti cambia la giornata, la percezione degli altri e del mondo intorno.

Dopo aver lasciato la scuola, con i bambini che continuavano a ballare, sono entrata in un bar, finendo per suonare per una bimba di pochi mesi che piangeva disperatamente. E' stato così naturale che non so come mai non mi sia mai successo prima, forse con "la scusa" della SDM ho potuto semplicemente "usare" la musica per quello che è davvero.

Con me avevo l'ukulele, così l'ho tirato fuori e le ho cantato un pezzo.

La bimba ha subito smesso di piangere e poi ha cominciato a fissarmi con quello sguardo un pò "storto" che hanno tutti i bimbi quando sono così piccoli: un'emozione davvero impareggiabile ed impagabile.

  

Piena di queste emozioni ancora scalpitanti, appena tornata a casa sono andata dai vicini, che erano con il loro nipotino di 3 anni, e ho suonato qualche pezzo per loro.

   

Mi chiedo: ma perchè non l'ho mai fatto prima?

Un gesto semplice...

Bello, davvero bello.

  

Domani si va all'asilo di Azzano San Paolo: mi aspettano ancora vagonate di buone emozioni, carezze del cuore!

  

ila

  

  

  

   

Pablo Leoni e Leo: Attività di musicoterapia presso l' RSD la PArolina di cernusco sul naviglio (coop . punto d'incontro)

  

ATTIVITÀ DI MUSICOTERAPIA CON GIOVANI INSUFFICIENTI MENTALI GRAVI.

Questo articolo è dedicato a tutti i giovani musicoterapisti: scritto su proposta del Dott. Della Bella, nella speranza che le mie esperienze possano essere d’aiuto.

 Mi chiamo Pablo Leoni, sono un musicoterapista diplomato al CEMB, da circa 8 anni lavoro presso la RSD “La Parolina” di Cernusco sul Naviglio, gestita dalla Coop. “Punto D’Incontro” di Cassano d’Adda.

La mia esperienza con i giovani di questo Centro Residenziale parte da alcune riflessioni e domande:

Qual’ è il ruolo del musicoterapista in un Centro Residenziale, qual’ è il suo scopo?

Deve avere un senso terapeutico, di mantenimento delle capacità o mantenere un ruolo di relazione e animazione?

 Dopo anni di lavoro mi sono reso conto che in un Centro Residenziale il musicoterapista deve avere tutte queste capacità e obbiettivi, perché i giovani hanno capacità molto diversificate: con alcuni è possibile vedere dei piccoli miglioramenti sul lungo periodo; con altri è importante mantenere le loro capacità residue perché presentano malattie regressive; con altri ancora è importante relazionarsi e realizzare insieme momenti di animazione gioiosa.

Ho impostato il lavoro secondo uno schema strutturato di attività, anche se personalizzato al singolo giovane. È diviso in pochi minuti per proposta, visto che hanno bassa capacità di concentrazione.

 

SCHEMA DELL’ATTIVITÀ DI MUSICOTERAPIA CON GIOVANI INSUFFICENTI MENTALI GRAVI.

* 5’ CONTATTO CORPOREO: l’operatore tocca (in modo semplice e corretto!) verbalizzando quanto fa il giovane disabile: parte dal viso fino ai piedi, ponendo attenzione ai particolari           (es.: tempie, fronte, sopracciglia …) e il giovane ricambia nei confronti dell’operatore.

 Obbiettivo: conoscersi meglio, porre l’attenzione sul proprio corpo accrescendone la consapevolezza, prendere coscienza delle persone con cui viviamo accrescendo un senso di reciproca fiducia e rispetto, ripristino affettivo per i giovani in comunità.

 * 5’ PERCORSO SONORO: l’operatore aiutato da una musica d’ambiente, racconta una storia avventurosa mentre accompagna il giovane o spinge la carrozzina dell’utente bendato. Durante il percorso si susseguono differenti azioni: si scavalcano sassi, si attraversano ponti, si attraversano frasche e rami, arriva una frana, un serpente da cui bisogna scappare, si finisce in una sabbia mobile. Tutta l’avventura si risolve con un lieto fine.

 Obbiettivo: utilizzare l’immaginazione dell’utente per vivere sensazioni non stereotipate; stimolare la fantasia, la capacità di visualizzazione, il senso del tatto e dello spazio.

 * 5’ AMBIENTAZIONE SONORA: grazie alla musica d’ambiente si immagina di essere al mare e si mimano animali, persone, azioni inserite in questo contesto.

 Obbiettivo: migliorare l’espressione corporea.

 

* 7’ CANTO: utilizzo di musiche Tibetane.

 Obbiettivo: utilizzare lo strumento voce in base alle capacità dell’utente cercando la fonetica delle vocali: A; E; I; O; U.

 * 10’ UTILIZZO DI STRUMENTI

 Obbiettivo: grazie all’aiuto dei tamburi e delle percussioni far fare movimenti /ginnastica / fisioterapia spontanea, autogratificandosi.

 * 10’ SUONARE E LEGGERE UN RITMO: tramite una partitura semplificata.

 Obbiettivo: riuscire a coordinare la lettura di partiture scritte ai movimenti, ai diversi tamburi e piatti, creando ritmi ripetuti e costanti nel tempo.

(Questo con giovani con capacità cognitive più elevate).

 * 10’ RITMO SULLA CHITARRA E CANTO

 Obbiettivo: migliorare la coordinazione motoria e la costanza del movimento ritmico. (Mentre il musicoterapista cambia gli accordi, il ragazzo muove le corde con le dita).

* 10’ CANTO E ACCOMPAGNAMENTO CON PERCUSSIONI

 Obbiettivo: animazione, sviluppo sensibilità d’ascolto, miglioramento della lateralizzazione dei movimenti, utilizzo della voce in base alle proprie capacità. Migliorare la coordinazione motoria, vocalizzazione delle canzoni già conosciute, apprendimento di nuove canzoni.

 * 5’ DANZA

 Obbiettivo: migliorare la capacità di movimento e coordinazione in situazione serena e gioiosa.

 * 5’ RILASSAMENTO  

Mi sembra interessante presentare I'aspetto personale ed umano che mi ha consentito di arrivare allo sviluppo di questo schema.

E' fondamentale, per Iavorare con questi giovani, avere una capacità mentale flessibile

che si mette in discussione personalmente e professionalmente.

1) II primo scoglio da superare è sicuramente I'aspetto fisico: i glovani presentano spesso malformazioni, atteggiamenti, comportamenti, molto lontani dai canoni di buona educazione, bellezza a cui siamo mediamente abituati dalla cultura odierna.

Credo in un approccio naturale: è importante levarsi quella barriera che eccessive regole igieniche ci danno! Questo comportamento si traduce nella messa in gioco completa

dell operatore: per capirci, se mi devo fare toccare la faccia dai ragazzi, basta che gli lavo

le mani prima e se nel frattempo si sporcano di saliva (nel limite del possibile) le asciugo

con carta assorbente. A casa poi mi faro una doccia. Ritengo I uso dei guanti in lattice

eccessivo. Si traduce in una totale accettazione delle differenze intese come ricchezza

che si accolgono con amorevolezza famigliare, con la consapevolezza che la bellezza è

comunque un concetto relativo in base all occhio dell osservatore.

I giovani risplendono dell amore di cui hanno bisogno per vivere e di quello che riescono a

dare. Ammetto d aver elaborato in un lasso di tempo di circa un anno questo problema,

superando I istinto repulsivo che a volte ci incutono. Serve comunque un po' d'esperienza, che io non avevo.

2) Importantissimo e il periodo d osservazione, esso è legato alla determinazione. A volte

ci si sente inadeguati di fronte alle difficoltà di questi giovani, non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla realtà. Si pensa di avere acquisito diverse tecniche che all atto pratico sono inutilizzabili; quindi bisogna fare una rielaborazione di queste in funzione delle

singole abilita del disabill.

La musica va vista a 360 gradi si deve utilizzare I aspetto emotivo, lo strumentario per la musico-fisioterapia ( riuscire a far fare movimenti diversi dal solito con un tamburo è già un obiettivo raggiunto), I animazione per gioire insieme dei successi e degli insuccessi.

Se per esempio un ragazzo suona male uno strumento si può prendere questa incapacita per riderci sopra insieme con autoironia: come quando ci si mette i pattini la prima volta,

tutti fanno uno scivolone prima o poi.

L' atteggiamento mentale positivo alimenta la positività.

3) Una volta realizzata e strutturata I' altività per me è stato importante verificare il metodo con I ausilio di una telecamera. A distanza di sei mesi ho potuto notare dei piccoli miglioramenti nei movimenti, nella creatività, nella memoria.

Con questi giovani è impensabile avere nel breve periodo dei risultati. A volte bisogna accontentarsi di mantenere le loro capacità, anzi è un successo mantenerle.

Immaginate di navigare in un oceano con una barca a vela e senza vento: ci vuole molta pazienza. Quando noti un miglioramento vieni, ripagato notevolmente del lavoro svolto: Paola controlla meglio la mano quando mi tocca il viso, Saba sa a memoria la sequenza da mimare, Daniele ha imparato otto ritmi diversi, Davide suona alcune melodie a memoria...

Questa esperienza mi ha permesso di migliorarmi interiormente e umanamente dandomi I opportunita di apprezzare le piccole cose come grandi successi, nella speranza d avere fatto vivere dei momenti sereni e felici a persone per le quali la giornata è un'attesa continua.

 

 Pablo Leoni