Just2 @ Associazione Rinascita, Vaglierano, Asti (22/4/2012)
Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 11:30 In una tiepida mattinata, dopo esserci inerpicati attraverso le strette stradine delle campagne astigiane, finalmente Marco ed io arriviamo a Vaglierano.
Di fronte alla Chiesa troviamo il centro: una porzione di Cascina completamente immersa nel verde, con una vista del Monviso da togliere il fiato.
Si spalanca il portone e ci vengono incontro due cagnolini scodinzolanti, le mascotte del centro, insieme a un ospite che ci accoglie con un sincero sorriso.
Il cortile, completamente avvolto dal verde, con un albero secolare al centro e una corona di montagne a fare da sfondo, sarà il nostro meraviglioso palco.
La “casa”, così mi piace chiamarla, è davvero carina sia fuori che dentro. La cosa che mi colpisce subito sono: l’ordine, la pulizia e i colori: giallo e rosso, colori vivaci, energetici.
Dopo aver posato la strumentazione, facciamo le prime conoscenze.
I ragazzi non sono molti, circa una decina, la media dell’età è di trenta, con punte di 26 e 55.
Senza neanche chiederlo, un ragazzo si offre di darci una mano con la strumentazione e a dire il vero, dalla manualità e dalla precisione, sembra davvero che l’abbia fatto da sempre.
Mentre montiamo la strumentazione, sentiamo le note di “Ai Se eu te pego” provenire dalla cucina, dove i due cuochi stanno preparando delle prelibatezze per pranzo, e subito mi faccio trasportare da un’improbabile danza…ecco … mi hanno conosciuta! Un’inguaribile adolescente che ama ridere e scherzare…il ghiaccio è rotto
Montato tutto, fatto il sound- check, iniziamo le prove.
Il sole che scalda e il cinguettio degli uccellini, sono davvero una scenografia PERFETTA!
Durante le prove, uno dei due cuochi fa capolino per ascoltare, qualcuno continua la sua partita di carte e i cagnolini giocano nel prato.
Finito, andiamo a lavarci le mani perché è pronto il pranzo.
In una sala troviamo una lunga tavola imbandita con colore e fantasia, e con dietro una grande credenza dalla quale vedo spuntare una collana enciclopedica gastronomica; questo e il profumo di lasagne che si spande nell’aria mi fanno capire che oggi non sarò costretta a mangiare la mia solita e anonima insalatina salva linea
Ovviamente Marco ed io …, chiacchieroni come al solito, siamo gli ultimi a sederci.
Dopo averci aspettato (per me sintomo di grande educazione), finalmente addentiamo la maxi porzione di lasagne che ha cucinato il cuoco dei primi (e si perché, proprio come in un ristorante che si rispetti, c’è il cuoco dei primi e quello dei secondi) e devo dire: nulla da invidiare alle lasagne dei ristoranti.
Si ride, si raccontano aneddoti improbabili e divertenti. Inizio a ridere con la mia solita risata fragorosa…, talmente tanto da farmi venire le lacrime J. Il mio collega racconta delle sue esperienze nel mondo ..., come quando ha mangiato un coccodrillo J. Vedo poi accendersi una fiamma negli occhi di un ospite quando Marco accenna al fatto che suo fratello aveva fatto il viaggio di nozze in Tunisia… da questo capiamo che questa persona proviene da lì e in quel suo sguardo abbiamo potuto cogliere tante emozioni: tristezza e smarrimento per essere in un paese così lontanto…e qualche rimpianto. Ma la vita continua…deve continuare.
Intanto ci servono arrosto e patate, deliziose.
Dopo aver mangiato un kiwi…scappo a prepararmi. Marco, molto più diligente di me, è stato attento durante il pranzo a non sporcarsi… Io conoscendo i miei modi “raffinati”, ho preferito portare mezza casa piena di vestiti… Ah che femmina J
Mi cambio, mi aggiusto, indosso i tacchi…e sì perché questo è uno spettacolo e ci si deve vestire da spettacolo.
Tutto e pronto.
Una breve telefonata per sapere come sta il mio bimbo e si va in cortile.
Finite le faccende e vestiti di tutto punto (davvero teneri), i ragazzi escono e prendono posto sulle sedie di fronte a noi.
Siccome avevamo bisogno di foto e video come traccia della giornata, su suggerimento dei ragazzi, abbiamo chiesto a due di loro di occuparsi rispettivamente delle riprese e delle foto. E devo dire che se la sono cavata davvero bene!
Intanto arriva Roberta, responsabile del centro, mia ex compagna delle superiori, persona stupenda con un’energia e un sorriso davvero contagiosi… Si vede che è molto amata dai ragazzi.
Suoniamo e la musica non è mai stata così bella e armoniosa.
Gli applausi del nostro meraviglioso pubblico sono un regalo per noi.
Nel frattempo arrivano Fabio Gallo e Patrizia, organizzatori della parte Astigiana dell’evento.
Chiacchiero dei brani, racconto un po’ di storia e come è mio solito sorrido e scherzo… I ragazzi ci sono entrati “dentro …, nell’anima”e noi ci sentiamo davvero noi stessi, davvero a casa nostra.
Mentre intono “It’s a sin”, brano dei Pet Shop Boys, eseguito solo piano e voce in una versione davvero toccante, mi escono le lacrime; mentre canto vedo nelle parole la vita e le scelte passate di quei ragazzi e credetemi, non si può rimanere insensibili.
Mi scuso, ma loro comprendono … e i loro applausi mi confermano quanto sia grande il loro cuore e la loro sensibilità.
Dopo più di due ore… finiamo lo spettacolo sulle note di “Imagine”, richiesta da un ospite.
Dopo aver fatto le foto con i ragazzi ci dirigiamo sotto il patio e prendiamo parte ad un piccolo, ma delizioso rinfresco organizzato apposta per noi.
Marco ed io parliamo con i ragazzi, li conosciamo meglio. Qualcuno suona la batteria, un altro la chitarra e compone, qualcuno ama lo sport…ognuno ha un interesse.
Mi faccio raccontare com’è una giornata tipo.
Lasciamo la nostra mail… sì perché quello non può essere l’unico nostro incontro con loro.
Quando conosci persone così la tua vita non è più la stessa e ringrazi il cielo per questo.
Finite di stipare le ultime cose nell’auto…arriva l’ora dei saluti.
Un bacio e un abbraccio per tutti. Un sincero grazie per la giornata. Una speranza che le tue canzoni, le tue parole, i tuoi sorrisi, le tue risate fragorose… possano aver lasciato un segno in loro… Marco ed io ci auguriamo che sia così…anzi … ne siamo certi!
Mentre stiamo per andare via, saluto un ragazzo con cui ho chiacchierato in particolar modo durante la giornata, un bel ragazzo con lo sguardo triste, la carnagione scura e un’attenzione nell’ascolto, tipico di chi è intelligente.
Mi guarda negli occhi e mi dice che non può accompagnarmi fuori dal cortile… Lì per lì non capisco, faccio finta di nulla e lo abbraccio... Ma poi ribadisce il concetto: “ se mi vedono lì fuori, i carabinieri mi arrestano di nuovo”...
Ti si stringe il cuore, vorresti dirgli tante cose… ma poi ti rendi conto che a volte un mezzo sorriso, uno sguardo incredulo e dispiaciuto e un fraterno abbraccio…valgono più di mille parole.
Mentre andiamo via… diamo un ultimo sguardo e pensiamo…: “No, non sarà l’ultima volta che ci vedranno”
Nara e Marco





