Vincenzo Marabita e Paolo Crevena @ Casa di riposo Villa della Pace, Stezzano (BG), (18/4/2012)

Nonostante siano passate diverse settimane dal nostro spettacolo presso la Casa di Riposo "Villa della Pace", svoltosi il 18 aprile 2012 in quel di Stezzano (Bg), ne conservo un intenso ricordo, che, sono sicuro, resterà indelebile!

 Come dimenticare quei volti, quelle persone, quegli applausi, quell'attenzione nei confronti di noi musicisti e della nostra musica! E' stato fantastico! Ma andiamo con ordine.

Già da qualche anno mi ero messo in contatto con Ila per chiederle di potermi esibire, ma poi per una cosa o per l'altra e per i mille impegni che sempre di più ci affliggono tutti quanti in questo mondo che corre forse troppo veloce, non eravamo riusciti a definire una data per il nostro spettacolo. Quest'anno fortunatamente è andata in porto e mi auguro di poter ripetere nuovamente l'esperienza!  Sì, perché di esperienze se ne fanno tante nella vita, ma poche sono quelle che ti segnano nel profondo.

 Come sono solito fare, ho subito coinvolto alcuni amici musicisti con i quali condividere l'evento Live e nel frattempo ho gestito la situazione organizzativa dal "lato tecnico": email, telefonate, sms, messaggi su Facebook… frenesia!!

 Il tutto per gestire le disponibilità mie e quelle dei musicisti in accordo con le esigenze dell'organizzazione e della location, che, inutile dirlo, non era prettamente deputata agli spettacoli musicali dal vivo!! :)

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Foto di ila


 Alla fine siamo riusciti a fissare data ed aspetti tecnici, oltre che la formazione: duo di chitarre acustiche e voce, io e Paolo Crevena.

Non vedevo l'ora di suonare e già mi domandavo: chissà come reagiranno gli astanti? riusciremo a coinvolgerli? ci guarderanno come marziani? Ero preso da altri mille pensieri che, in situazioni come queste, credo sia impossibile non avere.

Ad ogni modo, armati di passione per la musica, curiosità per la location e una gran voglia di suonare (quella non manca mai!!) ci presentiamo abbastanza in orario presso la Casa di Riposo “Villa della Pace”, dove ci accoglie una simpatica ragazza, Barbara, se non sbaglio, che tra l'altro "scopre" in quell'istante che il chitarrista con cui mi presento, Paolo, è un suo amico di "vecchia data"!!

Scaricati strumenti, mixer, impianto e sistemate le auto, montiamo tutto, faccio il sound-check in un flash, e siamo pronti per suonare! Nel frattempo gli anziani presenti, già seduti tutti quanti nella sala dove suoneremo, ci guardano correre e armeggiare con tutti quei cavi, strumenti, chitarre. Sono un po' incuriositi, un po' straniti, ma dai loro occhi si irradia una gran voglia di sentire musica e vivere quel momento particolare!

Si percepiva la loro gioia per l'evento così insolito all'interno della casa di cura, nonostante sembrassero a prima vista così immobili... ed alcuni lo erano davvero per via dei loro problemi fisici. Facciamo anche conoscenza con la direttrice, signora sorridente e professionale, che ci presenta e introduce quello che sta per succedere.

Oltre a presentare il mio progetto artistico, parla dell'iniziativa SDM e pone l'accento sul fatto che in tutta Italia, contemporaneamente al nostro concerto, si realizzavano decine di altri spettacoli tutti accomunati dalla location "particolare", così ci sentiamo ancor maggiormente investiti di responsabilità, come se non bastasse la tensione che, già da un po', ci rendeva simili a corde di violino!!

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Foto di Ila


Ok, pronti via!

 Stiamo per partire e ci rendiamo conto di non aver stilato la famosa "scaletta"!!! Paolo me la chiede quasi sottovoce, velando una certa preoccupazione. Io, più teso di lui, lo guardo, strizzo l'occhio e cerco di tranquillizzarlo dicendogli: "ti chiamo io i brani, vai tranquillo! seguo una scaletta già fatta altrove"... Eheheheh!!! Ovviamente, invece, sono andato "a braccio" o quasi!!

Va pure detto che era la prima volta che io e Paolo suonavamo dal vivo insieme in duo un concerto di un'ora intera con solo ed esclusivamente i miei brani, inoltre era saltata anche la prova del giorno prima, per motivi lavorativi di entrambi! Una certa agitazione poteva anche essere giustificata, ma oramai era da accantonare per poter liberare finalmente voce e cuore.

Inizio con "Do you like me?" brano piuttosto rodato e che introduce l'atmosfera pop-rock della mia musica, grazie al ritornello orecchiabile e all’ascolto piacevole (a quanto mi dicono!) nonostante il ritmo piuttosto rock! 

Mentre canto, cerco con gli occhi di incrociare gli sguardi dei presenti e di leggere le loro emozioni, per carpirne gli umori. Sembrano tutti attoniti.

 Mille emozioni mi pervadono e mille dubbi, ma continuo immedesimandomi nel brano e cercando di interpretare nel migliore dei modi le parole da me scritte.

 Sbircio Paolo con la coda dell'occhio cercando uno scambio musicale più profondo possibile, sorreggendo, nel contempo, il ritmo del brano.

Noto dal suo viso accaldato e dai suoi occhi che sicuramente anche lui è "sospeso su un filo come un equilibrista"...

Fortunatamente il fragoroso applauso finale e i sorrisi che si stampano sui volti del pubblico sciolgono tutte le paure e le tensioni in un colpo solo!

Traendo forza ed energia da queste vibrazioni introduco il secondo brano e poi il terzo e via via tutti i brani dell'album in un crescendo di musica e sentimenti: è un bellissimo scambio tra noi e le persone presenti, attentissime ad ogni nostra nota. E’ Bellissimo!!!! con la B maiuscola anche se non si scrive così!!!!!!

Suoniamo "Nanana", il lento del disco, con un certo trasporto…. "Vivo" risulta anche più funky del solito, "Lontana" è l'occasione per ricordare amori passati, nostri e dei presenti, "Lei" arriva come canzone da dedicare al proprio amore - tutti quanti ne abbiamo uno o ne abbiamo avuto uno! - "Piccolo Uomo" è uno spunto per parlare di preghiere e ciò che sta "al di là" di noi tutti….. e via così di seguito.

 Ogni brano si arricchisce di nuovi stimoli e di nuovi significati pescati direttamente dall'insolito, quanto particolare, contesto in cui ci troviamo in quel momento. Gli anziani ci ascoltano con attenzione e soprattutto si divertono! C'è un continuo "scambio" di energie tra noi e loro… fantastico!

Ed era proprio quello che speravo fin dall'inizio: poter avere l'occasione di regalare la mia musica a persone che non potrei mai raggiungere e che, per ovvi motivi, passano un periodo della loro vita piuttosto, diciamo, monotono... per alcuni poi, purtroppo, è anche molto, molto triste...

Foto di ila

Le "nonnine" in prima fila a fine concerto, tentando a fatica di alzarsi dalla sedia, visibilmente emozionate, ci dicono applaudendo: "bravi ragazzi! bravi! grazie! vi terremo sempre nel cuore!".
La loro sensibile e partecipe emotività non ha prezzo!!!! è davvero impagabile!

E' stata una delle più grandi emozioni che ho provato nella mia vita.

Sento, perciò, di esprimere il mio grazie: sarò io che porterò per sempre nel mio cuore i vostri occhi e il vostro calore!

Spero davvero di poter ripetere l'occasione molte altre volte.

E chiaramente come non menzionare Ila che ha realizzato tutto questo, questa incredibile "Settimana della Musica che regala il cuore", grazie Ila!!

 Alla prossima!

 

Vincenzo Marabita

Forno Blondz @ Comunità Terraferma, San Pellegrino Terme, BG (22/4/2012)

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Era una serata dell'ormai lontano dicembre quando siamo venuti a conoscenza dellasettimana della musica, alla quale abbiamo subito aderito con entusiasmo...era il 22 aprile quando questa iniziativa ci ha dato la possibilità di incontrare gli ospiti della Comunità Terraferma e di condividere con loro una bellissima esperienza!

Arriviamo alla comunità nel primo pomeriggio, armati di strumenti e impianto per il nostro (nel senso più largo del termine, ovvero del gruppo musicale e della comunità) concerto, e veniamo subito accolti dai volontari e da alcuni ospiti della comunità. Inizialmente c'è un po' di naturaleambientamento: è la prima volta che suoniamo in una realtà del genere ed è la prima volta che la comunità ospita un gruppo musicale. Mentre i tre strumentisti montano il piccolo impianto le due cantanti iniziano a chiacchierare con gli ospiti, che poco alla volta cominciano ad arrivare, e subito il ghiaccio è rotto: in pochi minuti sembra che ci si conosca già, complici anche un paio di ospiti piùintraprendentidegli altri, tra cui spicca Rosa, una signora appassionata di canzoni popolari della prima metà del 900, che ci delizierà poi con alcuni pezzi cantati al microfono.

Tempo di fare una veloce prova del suono e siamo pronti: decidiamo di iniziare prima del previsto, visto anche il clima familiare che si è stabilito. Nel frattempo sono arrivati tutti gli ospiti, accompagnati anche anche alcuni parenti, per un totale di una trentina di persone.

Partiamo con il primo pezzo, ma alla seconda canzone la scaletta è già saltata: decidiamo di pezzo in pezzo, inframezzando anche canzoni cantate da Rosa al microfono ed accompagnate in maniera improvvisata. La paura che il nostro repertorio non piaccia, essendo composto da cover di canzoni pop/rock inglesi, svanisce subito: tutti quanti seguono attentamente i brani ed apprezzano, ed alcuni canticchiano anche i pezzi più famosi! Suoniamo per circa 45 minuti durante i quali il divertimento e la serenità la fanno da padroni, per poi fermarci per la pausa della merenda, durante la quale chiacchieriamo con gli ospiti e i parenti e sulla terrazza giochiamo con una bambina di nome Eleonora, a cui poi dedicheremo Eleanor Rigby.

E proprio durante questa pausa Rosa, a nome di tutta la comunità, ci scrive la dedica che è riportata nell'immagine che accompagna questo articolo. Riprendiamo a suonare per altri 45 minuti e, una volta esaurita la nostra scaletta, canzoniere alla mano per più di mezz'ora suoniamo e cantiamo tutti inseme i pezzi italiani più popolari e conosciuti!

Alla fine giunge l'ora dei saluti: la felicità accomuna tutti per la bella esperienza bella vissuta, e ricambiamo i ringraziamenti con altrettanti ringraziamenti. Senza nemmeno doverci pensare o consultare ci rendiamo disponibili a tornare da loro per trascorrere un nuovo pomeriggio insieme (magari con qualche canzoniere italiano in più!).

Carichiamo le macchine e ritorniamo a casa soddisfatti e contenti per ciò che abbiamo dato e ciò abbiamo ricevuto: uno scambio che non dimenticheremo. Se all'inizio del pomeriggio ci si poteva esprimere connoi(i componenti del gruppo) eloro(gli ospiti della comunità), alla fine c'eravamo solonoi, tutti insieme, non c'era più nessuna distinzione, nemmeno la più sottile...ennesima dimostrazione che davvero troppe volte si creano mentalmente delle differenze e delle distanze che non esistono nella realtà.

La sensazione che rimane ripensando a quel pomeriggio, a quei sorrisi e a quel clima è che davvero, come dice lo slogan della settimana,cambiare il mondo una nota alla volta si può!

Grazie quindi all'organizzazione dellasettimana della musicae alla Comunità Terraferma e ai suoi ospiti...e arrivederci all'anno prossimo!

 

I Forno Blondz

Edoardo Cerea, Davide Cignatta, Paolo Cignatta, Fabio Villaggi @ La pellegrina, Piacenza (22/4/2012) (

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“ MA QUANTO SIAMO STATI FORTUNATI ???? “

Ecco, questo è quello che ho pensato alla fine della bellissima esperienza fatta al centro di recupero per malati di AIDS “ La Pellegrina” in provincia di Piacenza e i motivi per cui l’ho pensato sono sostanzialmente due.

Il primo riguarda proprio la serata in sé e l’emozione che abbiamo provato a suonare davanti a degli occhi lucidi, aperti  e tondi come monete, quasi a voler catturare ogni attimo di quella giornata speciale, in un luogo dove purtroppo le giornate sono quasi tutte uguali e conservarlo dentro come un bene prezioso. Un'emozione che poi si è trasformata in gioia pura quando a metà serata chi poteva si è messo pure a ballare al ritmo di “sono solo canzonette” ed “il cielo d’Irlanda”.
A fine concerto mi si avvicina un “ragazzo” più o meno della mia età ( solo più tardi mi è stato detto essere uno dei fortunati che  una volta ristabilito potrà uscire e farsi una  nuova vita) mi si avvicina dicendomi : “ grazie!! Sai qui non succede mai niente e scusa se piangevo un po’ prima ma io sono sensibile e mi emoziono!” e allora che dire? Meglio di tante serate spente nei locali!!

Il secondo motivo riguarda  la presa di coscienza nei confronti di questa malattia che forse non ce l’abbiamo bene a fuoco. Pensate solo un attimo alla fine degli anni70/inizio anni 80 quando incominciava a girare la voce che qualcosa di nuovo e terribile minacciava le nostre vite! Ecco in quel periodo c’era ancora poca informazione e tutti noi che oggi siamo vivi e sani avremmo potuto contrarre il virus, che so io, anche da una semplice pulizia dei denti, tanto per dirne una e senza scomodare le cause più gettonate come droga oppure omosessualità. Oggi è vero siamo meglio informati e la medicina ha fatto passi da gigante ma chi come me ha un’età compresa tra i 40 e i 50 dovrebbe veramente soffermarsi e pensare che è stato davvero FORTUNATO; magari anche attento, ok, ma anche tanto FORTUNATO.

Ho promesso alla direttrice del centro che ritornerò presto  da loro per un’altra serata, magari anche solo con la chitarra perché l’unico modo di onorare la vita è regalarne un po’ a qualcuno meno fortunato di te.

Edoardo Cerea

Istituto Verdi @ Residenza Casa Mia, Asti (17/4/2012)

Il Civico Istituto “G.Verdi” di Asti ha aderito con molto entusiasmo alla Settimana della Musica.

Il concerto si è svolto nella Residenza “Casa Mia” di Asti martedì 17 aprile alle ore 17.30.

Gli ospiti della residenza e i genitori degli allievi hanno ascoltato con molta attenzione i brani proposti.

Hanno partecipato allievi dei seguenti corsi:

clarinetto seguiti dal M° Fulvio Schiavonetti;

flauto seguiti dalla Maestra Simona Scarrone;

musica d’insieme tenuto dal M° Giuseppe Elos  e il coro di voci bianche diretto dalla Maestra Orietta Lanero.

Gli allievi di clarinetto hanno eseguito musiche di Gluck, Gebauer e Rossini per due o tre clarinetti.

Gli allievi di flauto in ensemble hanno eseguito brani tradizionali degli Stati Uniti, della Grecia e dell’Irlanda.

Infine la Piccola Orchestra e il Coro di Voci Bianche hanno eseguito alcuni brani tratti da: “E’ arrivato un treno carico di …..” con testi tratti da “Il secondo libro delle filastrocche” di  Gianni Rodari e le musiche scritte dal M° Giuseppe Elos.

 

Foto di Patrizia Picco

 

Il Coordinatore dell’Istituto di Musica Prof.Fulvio Schiavonetti

e gli insegnanti Orietta Lanero e Giuseppe Elos

Diana Tedoldi e Drum Power @ Punto d'incontro, Inzago (18/4/2012)

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Arrivo alle 13 e inizio a preparare tutto il set di strumenti.
tamburi, maracas, agogo, triangoli, shaker di ogni tipo, wood block, doun doun.
silenziosamente aspettiamo gli ospiti speciali che presto animeranno il drum circle
2 file di sedie, pronte a ospitare una cinquantina di ospiti
ne arrivano molti di più!
le sedie si riempiono in fretta, chi arriva con la propria sgommando sulle rotelle per prendere lo strumento preferito, chi cantando, chi già ballando.
un istante e siamo già nel ritmo!
1-2-tutti INSIEME!


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Il drum circle è partito, mi giro un attimo a dare alcuni strumenti alle persone che man mano arrivano, attirate dai suoni e dal casino...ritorno al cerchio e trovo il centro occupato da una bravissima ballerina che improvvisa una danza dalle movenze ritmate e sensuali - un secondo istante e....una massa di gente che balla si trova già al centro del cerchio!
E' bello lasciarsi sorprendere ogni volta dalla nuova vita che arriva nel cerchio e che lo abita in modi imprevedibili e fantastici!
Con un trenino di samba i danzatori tornano poi fuori dal centro del cerchio, ai loro strumenti a percussione, e raggiungiamo momenti di grande musicalità, con le improvvisazioni guidate di tutti i presenti che si lasciano coinvolgere nel fare musica insieme!
Sembra appena iniziato, ed è già passata un'ora...con un gran finale di rumble ci salutiamo, fra sorrisi, abbracci e qualche bacio affettuoso.

Spero che l'eco del battito di cuori che abbiamo condiviso in quest'ora riverberi ancora a lungo nei suoi partecipanti.
Così sarà per me!
Drum Power!


Diana Tedoldi

Foto di Luciano Cavallaro

Paola Donzella e Bebo Ferra @San Raffaele, Milano (20/4/2012)

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La mia mattinata al San raffaele di Milano, reparto oncologia, è stata ricca di emozioni inaspettate.

Ho deciso di andare a portare il sorriso attraverso la musica proprio all’interno di un reparto così particolare per motivi legati al mio vissuto familiare.

La mattina ero molto nervosa e forse agitata, non avevo mai cantato davanti ad un pubblico che ha cose ben più importanti a cui pensare…

Mi chiedevo come avrebbe reagito.

Le infemriere sono state gentilisisme e molto ospitali con me e con Bebo Ferra. Ci hanno fatto sisetmare le nostre cose in una piccola sala d’aspetto prorpio davanti alle salette dove i pazienti si recano ogni mattina per fare la chemio terapia.

C’erano le locandine della Settimana della Musica sparse per i corridoi e tutti erano incuriositi da ciò che stava per accadere, dato che per loro era la prima volta.

Abbiamo iniziato con delle cover famose, standard jazz conosiuti e subito si è creata un’atmosfera molto particolare.

Era incredibile il contrasto tra il silenzio che avevi paura di spezzare con il rumore della musica e il dolce rumore della musica che abbracciava il silenzio della saletta.

Abbiamo proseguito con dei brani miei. Ogni due canzoni spiegavo ai pazienti che cosa stavamo facendo e perché. Vedevo i sorrisi nei loro sguardi ed era strano assistere ogni tanto alla chiamata da parte dell’infermiera che a turno li accompagnava a fare la chemio.

Anziani ma anche ragazzi molto giovani, questo mi ha molto colpita.

Tutto è andato benissimo, abbiamo ricevuto molti applausi e non volevano che ce ne andassimo.

Alla fine una signora ha chiesto di cantare La Vie en rose….e così abbiamo improvvisato questa canzone meravigliosa mentre i suoi occhi brillavano d’amore.

DALOOSMA @ C.R.A. (Comunità Riabilitativa Alta Assistenza) Brescia (22/4/2012)

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 La vita è fatta di emozioni, più o meno toccanti e tante volte la musica è lo strumento che permette di dare e ricevere queste sensazioni.

 

E’ successo tutto domenica pomeriggio al C.R.A. di Brescia (Comunità Riabilitativa Alta Assistenza) tra noi, i Daloosma, e loro, i “ragazzi” di questa comunità; ma attenzione, sulla carta dovevamo essere noi a trasmettere emozioni attraverso la musica, in realtà sono stati i nostri amici a donarcele.

 

Partiamo come sempre motivati e preparati, impianto e strumenti montati, soundcheck ultimato e scaletta pronta vicino ai nostri strumenti: un’ora di repertorio, le nostre canzoni mescolate a un po’ di cover pescate qua e là! Si avvicina un signore sulla sedia a rotelle, Alex il suo nome d’arte, ci racconta che suona l’armonica e che ammira Bob Dylan; parliamo, suoniamo e Blowing in the wind diventa il primo pezzo in scaletta.

 

Una piccola pausa per radunare tutti gli amici e si parte proprio con Alex che insieme a noi suona e canta la canzone di Dylan. Terminata l’esibizione Franz, il nostro cantante, apre il palco a qualsiasi tipo di intervento: da lì cambia tutto e cambia nel verso giusto! Riusciamo a proporre un nostro brano, Volo, e poi siamo catturati dalla voglia di esibirsi e di comunicare da parte di tutti i ragazzi di questo centro.

 

Allora spazio al signore vestito da militare che presenta senza alcuna esitazione uno splendido monologo di Walter Chiari, avanti col ragazzo dall’aria un po’ rock che ci parla dei mali del nostro tempo, poi Massimo che si avvicina convinto e ci dice “cantiamo una canzone di Zucchero!” e noi partiamo con Funky il Gallo e poi ancora tanti altri ragazzi che ci chiedono le canzoni più disparate che noi, un po’ grazie alle conoscenze del nostro maestro e tastierista Gio, un po’ grazie ad un po’ di astuzia musicale, riusciamo a riproporre live per la gioia di tutti gli ospiti presenti.

 

Uno spettacolo interattivo dove noi come band ci siamo messi a disposizione di questi ragazzi che sentivano fortemente la necessità di fare e di dire qualcosa!

 

Un’esperienza importante, disarmante e fortificante al tempo stesso: gente che si vede tutti i giorni e che tutti i giorni potrebbe esprimere le proprie opinioni e che invece aspetta questo momento, un microfono, per poterle dire a tutti i maniera ufficiale, per poter informare il mondo di quello sta pensando.

 

Grazie al personale del C.R.A. ma soprattutto grazie ai nostri amici poeti, musicisti e cantanti che con noi hanno dato vita a questo spettacolo! Un saluto che sa di arrivederci…

 

I Daloosma (Franz, Ale, Gio, Enrico, Gigi)

Keccore'@Casa Di Riposo "Padre Semeria", Gioia del Colle, Bari (17/4/2012)

Ciao a tutti!

Facciamo un bel cerchio...siete pronti?
(Pazzesco...c'è molto più entusiasmo qui che nel pub in cui ho suonato qualche giorno fa!)

Scusate...sono un po' raffreddato!
(...qualcuno mi guarda un po' stranito...effettivamente che c'entra il raffreddore con la musica? Ci sono degli amici "con qualche annetto in più di me" che sono su una sedia a rotelle...ma che cavolo dico a fare che sono raffreddato?)

E allora siamo pronti per cantare?
(...ed iniziamo a suonare, cantare, ballare...
...e quando non ricordo le parole c'è il signor Giovanni che è un MILLENOTE vivente: La fisarmonica di Gianni Morandi alla fine sarà il brano più moderno!!!))
:)))))

E adesso il signor Giovanni ci canterà un brano di Battisti...applausooo!!!
(Wow...che entusiasmo...fantastico!!!
...ma la mia influenza dov'è andata a finire?)

Balliamo un poooo'? TIntarella di luuuuna...
(Ma che energia c'è in questo posto?)

E adesso vi canto una canzone che mi piace tantissimo...perché parla di campagna e di alberi! Questa è la stoooooria di uno di nooooooi...
(...ed un'ora volerà via tra mazzolin di fiori e rose rosse...e sono sempre le canzoni d'amore che ci uniscono!!!)

Del resto come diceva John Lennon "love is the answer"!
Oggi John Lennon avrebbe 72 anni!
Kecco

Un saluto pieno di gioia a tutti gli operatori del centro "Padre Semeria" ed un grazie a Creattivina per aver catturato con le sue foto un'atmosfera magica!

Francesco Sportelli @Marsica per noi, Avezzano, Aquila (17/4/2012)

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Gli anziani sono sempre stati per me motivo di stupore, commozione, crescita e con questo concerto si è presentata l’occasione di ricambiare tutto quello che, negli anni, mi hanno dato.

Nella struttura che mi ha ospitato ho trovato una realtà assetata di novità. Mi guardavano un po’ come un alieno, ma senza ostilità semmai erano curiosi di cosa sarebbe uscito fuori dalla bocca e dalla chitarra di “quel tipo coi capelli lunghi”.

Avevo già deciso che avrei sicuramente cantato le mie canzoni perché volevo donare loro qualcosa di totalmente mio, ma tenevo molto a preparare qualcosa di speciale per i “nonni” che avrei incontrato e pensando e ripensando mi è venuta in mente la soluzione più semplice di tutte: cantare come avrei cantato per mio nonno.

Qui c’è da aprire una piccola parentesi: io sono tarantino e vivo in abruzzo, mio nonno, in passato fotografo e pittore napoletano, è stato il primo ad insegnarmi “a cappella” le canzoni della sua terra di origine ed insieme a quelle a volte canticchiava una canzone che solo da poco ho scoperto essere abruzzese. Quale migliore occasione per unire tutti quei sapori familiari e condividerli con quel pubblico speciale?

Ho due ricordi molto forti. Il primo è legato alla sensibilità di una signora ospite della struttura che ha tenuto a dirmi che i quadri appesi alle pareti fossero stati dipinti da lei. Non ci ho pensato due volte e ho chiesto al personale di sala di staccare i quadri e di porli alle mie spalle come scenografia del concerto. Potete immaginare gli occhi lucidi di quella signora, da quel momento mia principale fan della serata!

Il secondo ricordo riguarda la loro voglia di cantare le mie canzoni anche se non le conoscevano e li ho visti addirittura rimproverarsi a vicenda quando, dopo un primo ritornello imparato, qualcuno sbagliava le parole del secondo. Fantastici!

Tornando a quanto ho imparato da mio nonno, verso la fine del concerto mi cimento in un riarrangiamento di alcuni classici napoletani fino ad arrivare a quella canzone abruzzese imparata da piccolo e che mai avrei pensato potesse diventare così importante in questa occasione.

La musica ha unito le nostre storie per un’ora e mezza e mi sforzo di sperare che anche una singola nota o parola abbia scosso quelle anime dal loro torpore quotidiano.

 

Grazie ancora per aver concepito questa bella iniziativa.
Un abbraccio

Francesco Sportelli

Marco Tarasco @ Comunità Arco, Torino (20/4/2012)

Scrivendo una piccola recensione su questa esperienza è facile cadere in frasi smielate e luoghi comuni. Ciò nonostante è difficile non lasciarsi trasportare emotivamente ricordando quanto è successo in quell'ora.
Ad ogni concerto, quando suono davanti ad un pubblico, mi esibisco seguendo una scaletta preparata in precedenza, in questo modo lo spettacolo che vado a presentare è un pacchetto già pronto e studiato in maniera che funzioni.
Certo...lo spettacolo funziona per un tipo di pubblico che, solitamente, vuole solo ascoltare senza dire nemmeno una parola.
Il pubblico della settimana della musica invece è ben più imprevedibile e questa è stata una piacevole sopresa per me. Non mi era mai capitato che la gente in ascolto partecipasse così attivamente durante le esecuzioni musicali. Tra un brano e l'altro c'era chi faceva battute scherzose, altri che mi chiedevano quando sarei tornato a suonare nel loro reparto.

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C'era chi addirittura cantava seguendo l'armonia del brano o persino chi improvvisava altre melodie che si incastravano benissimo nell'esecuzione dimostrando quindi di avere un grande orecchio musicale.
Conservo bei ricordi su questa esperienza all'ARCO di Torino e non dimenticherò tutte quelle facce sorridenti che si illuminavano stringendomi la mano quando, per caso, ci si incontrava per i corridoi della struttura ospedaliera.
Non mancherò sicuramente di partecipare anche gli anni venturi.

Marco Tarasco

Foto di Elisa Giuliano