Pablo Leoni e Leo: Attività di musicoterapia presso l' RSD la PArolina di cernusco sul naviglio (coop . punto d'incontro)
ATTIVITÀ DI MUSICOTERAPIA CON GIOVANI INSUFFICIENTI MENTALI GRAVI.
Questo articolo è dedicato a tutti i giovani musicoterapisti: scritto su proposta del Dott. Della Bella, nella speranza che le mie esperienze possano essere d’aiuto.
Mi chiamo Pablo Leoni, sono un musicoterapista diplomato al CEMB, da circa 8 anni lavoro presso la RSD “La Parolina” di Cernusco sul Naviglio, gestita dalla Coop. “Punto D’Incontro” di Cassano d’Adda.
La mia esperienza con i giovani di questo Centro Residenziale parte da alcune riflessioni e domande:
Qual’ è il ruolo del musicoterapista in un Centro Residenziale, qual’ è il suo scopo?
Deve avere un senso terapeutico, di mantenimento delle capacità o mantenere un ruolo di relazione e animazione?
Dopo anni di lavoro mi sono reso conto che in un Centro Residenziale il musicoterapista deve avere tutte queste capacità e obbiettivi, perché i giovani hanno capacità molto diversificate: con alcuni è possibile vedere dei piccoli miglioramenti sul lungo periodo; con altri è importante mantenere le loro capacità residue perché presentano malattie regressive; con altri ancora è importante relazionarsi e realizzare insieme momenti di animazione gioiosa.
Ho impostato il lavoro secondo uno schema strutturato di attività, anche se personalizzato al singolo giovane. È diviso in pochi minuti per proposta, visto che hanno bassa capacità di concentrazione.
SCHEMA DELL’ATTIVITÀ DI MUSICOTERAPIA CON GIOVANI INSUFFICENTI MENTALI GRAVI.
* 5’ CONTATTO CORPOREO: l’operatore tocca (in modo semplice e corretto!) verbalizzando quanto fa il giovane disabile: parte dal viso fino ai piedi, ponendo attenzione ai particolari (es.: tempie, fronte, sopracciglia …) e il giovane ricambia nei confronti dell’operatore.
Obbiettivo: conoscersi meglio, porre l’attenzione sul proprio corpo accrescendone la consapevolezza, prendere coscienza delle persone con cui viviamo accrescendo un senso di reciproca fiducia e rispetto, ripristino affettivo per i giovani in comunità.
* 5’ PERCORSO SONORO: l’operatore aiutato da una musica d’ambiente, racconta una storia avventurosa mentre accompagna il giovane o spinge la carrozzina dell’utente bendato. Durante il percorso si susseguono differenti azioni: si scavalcano sassi, si attraversano ponti, si attraversano frasche e rami, arriva una frana, un serpente da cui bisogna scappare, si finisce in una sabbia mobile. Tutta l’avventura si risolve con un lieto fine.
Obbiettivo: utilizzare l’immaginazione dell’utente per vivere sensazioni non stereotipate; stimolare la fantasia, la capacità di visualizzazione, il senso del tatto e dello spazio.
* 5’ AMBIENTAZIONE SONORA: grazie alla musica d’ambiente si immagina di essere al mare e si mimano animali, persone, azioni inserite in questo contesto.
Obbiettivo: migliorare l’espressione corporea.
* 7’ CANTO: utilizzo di musiche Tibetane.
Obbiettivo: utilizzare lo strumento voce in base alle capacità dell’utente cercando la fonetica delle vocali: A; E; I; O; U.
* 10’ UTILIZZO DI STRUMENTI
Obbiettivo: grazie all’aiuto dei tamburi e delle percussioni far fare movimenti /ginnastica / fisioterapia spontanea, autogratificandosi.
* 10’ SUONARE E LEGGERE UN RITMO: tramite una partitura semplificata.
Obbiettivo: riuscire a coordinare la lettura di partiture scritte ai movimenti, ai diversi tamburi e piatti, creando ritmi ripetuti e costanti nel tempo.
(Questo con giovani con capacità cognitive più elevate).
* 10’ RITMO SULLA CHITARRA E CANTO
Obbiettivo: migliorare la coordinazione motoria e la costanza del movimento ritmico. (Mentre il musicoterapista cambia gli accordi, il ragazzo muove le corde con le dita).
* 10’ CANTO E ACCOMPAGNAMENTO CON PERCUSSIONI
Obbiettivo: animazione, sviluppo sensibilità d’ascolto, miglioramento della lateralizzazione dei movimenti, utilizzo della voce in base alle proprie capacità. Migliorare la coordinazione motoria, vocalizzazione delle canzoni già conosciute, apprendimento di nuove canzoni.
* 5’ DANZA
Obbiettivo: migliorare la capacità di movimento e coordinazione in situazione serena e gioiosa.
* 5’ RILASSAMENTO
Mi sembra interessante presentare I'aspetto personale ed umano che mi ha consentito di arrivare allo sviluppo di questo schema.
E' fondamentale, per Iavorare con questi giovani, avere una capacità mentale flessibile
che si mette in discussione personalmente e professionalmente.
1) II primo scoglio da superare è sicuramente I'aspetto fisico: i glovani presentano spesso malformazioni, atteggiamenti, comportamenti, molto lontani dai canoni di buona educazione, bellezza a cui siamo mediamente abituati dalla cultura odierna.
Credo in un approccio naturale: è importante levarsi quella barriera che eccessive regole igieniche ci danno! Questo comportamento si traduce nella messa in gioco completa
dell operatore: per capirci, se mi devo fare toccare la faccia dai ragazzi, basta che gli lavo
le mani prima e se nel frattempo si sporcano di saliva (nel limite del possibile) le asciugo
con carta assorbente. A casa poi mi faro una doccia. Ritengo I uso dei guanti in lattice
eccessivo. Si traduce in una totale accettazione delle differenze intese come ricchezza
che si accolgono con amorevolezza famigliare, con la consapevolezza che la bellezza è
comunque un concetto relativo in base all occhio dell osservatore.
I giovani risplendono dell amore di cui hanno bisogno per vivere e di quello che riescono a
dare. Ammetto d aver elaborato in un lasso di tempo di circa un anno questo problema,
superando I istinto repulsivo che a volte ci incutono. Serve comunque un po' d'esperienza, che io non avevo.
2) Importantissimo e il periodo d osservazione, esso è legato alla determinazione. A volte
ci si sente inadeguati di fronte alle difficoltà di questi giovani, non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla realtà. Si pensa di avere acquisito diverse tecniche che all atto pratico sono inutilizzabili; quindi bisogna fare una rielaborazione di queste in funzione delle
singole abilita del disabill.
La musica va vista a 360 gradi si deve utilizzare I aspetto emotivo, lo strumentario per la musico-fisioterapia ( riuscire a far fare movimenti diversi dal solito con un tamburo è già un obiettivo raggiunto), I animazione per gioire insieme dei successi e degli insuccessi.
Se per esempio un ragazzo suona male uno strumento si può prendere questa incapacita per riderci sopra insieme con autoironia: come quando ci si mette i pattini la prima volta,
tutti fanno uno scivolone prima o poi.
L' atteggiamento mentale positivo alimenta la positività.
3) Una volta realizzata e strutturata I' altività per me è stato importante verificare il metodo con I ausilio di una telecamera. A distanza di sei mesi ho potuto notare dei piccoli miglioramenti nei movimenti, nella creatività, nella memoria.
Con questi giovani è impensabile avere nel breve periodo dei risultati. A volte bisogna accontentarsi di mantenere le loro capacità, anzi è un successo mantenerle.
Immaginate di navigare in un oceano con una barca a vela e senza vento: ci vuole molta pazienza. Quando noti un miglioramento vieni, ripagato notevolmente del lavoro svolto: Paola controlla meglio la mano quando mi tocca il viso, Saba sa a memoria la sequenza da mimare, Daniele ha imparato otto ritmi diversi, Davide suona alcune melodie a memoria...
Questa esperienza mi ha permesso di migliorarmi interiormente e umanamente dandomi I opportunita di apprezzare le piccole cose come grandi successi, nella speranza d avere fatto vivere dei momenti sereni e felici a persone per le quali la giornata è un'attesa continua.
Pablo Leoni
