Vincenzo Marabita e Paolo Crevena @ Casa di riposo Villa della Pace, Stezzano (BG), (18/4/2012)

Nonostante siano passate diverse settimane dal nostro spettacolo presso la Casa di Riposo "Villa della Pace", svoltosi il 18 aprile 2012 in quel di Stezzano (Bg), ne conservo un intenso ricordo, che, sono sicuro, resterà indelebile!

 Come dimenticare quei volti, quelle persone, quegli applausi, quell'attenzione nei confronti di noi musicisti e della nostra musica! E' stato fantastico! Ma andiamo con ordine.

Già da qualche anno mi ero messo in contatto con Ila per chiederle di potermi esibire, ma poi per una cosa o per l'altra e per i mille impegni che sempre di più ci affliggono tutti quanti in questo mondo che corre forse troppo veloce, non eravamo riusciti a definire una data per il nostro spettacolo. Quest'anno fortunatamente è andata in porto e mi auguro di poter ripetere nuovamente l'esperienza!  Sì, perché di esperienze se ne fanno tante nella vita, ma poche sono quelle che ti segnano nel profondo.

 Come sono solito fare, ho subito coinvolto alcuni amici musicisti con i quali condividere l'evento Live e nel frattempo ho gestito la situazione organizzativa dal "lato tecnico": email, telefonate, sms, messaggi su Facebook… frenesia!!

 Il tutto per gestire le disponibilità mie e quelle dei musicisti in accordo con le esigenze dell'organizzazione e della location, che, inutile dirlo, non era prettamente deputata agli spettacoli musicali dal vivo!! :)

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Foto di ila


 Alla fine siamo riusciti a fissare data ed aspetti tecnici, oltre che la formazione: duo di chitarre acustiche e voce, io e Paolo Crevena.

Non vedevo l'ora di suonare e già mi domandavo: chissà come reagiranno gli astanti? riusciremo a coinvolgerli? ci guarderanno come marziani? Ero preso da altri mille pensieri che, in situazioni come queste, credo sia impossibile non avere.

Ad ogni modo, armati di passione per la musica, curiosità per la location e una gran voglia di suonare (quella non manca mai!!) ci presentiamo abbastanza in orario presso la Casa di Riposo “Villa della Pace”, dove ci accoglie una simpatica ragazza, Barbara, se non sbaglio, che tra l'altro "scopre" in quell'istante che il chitarrista con cui mi presento, Paolo, è un suo amico di "vecchia data"!!

Scaricati strumenti, mixer, impianto e sistemate le auto, montiamo tutto, faccio il sound-check in un flash, e siamo pronti per suonare! Nel frattempo gli anziani presenti, già seduti tutti quanti nella sala dove suoneremo, ci guardano correre e armeggiare con tutti quei cavi, strumenti, chitarre. Sono un po' incuriositi, un po' straniti, ma dai loro occhi si irradia una gran voglia di sentire musica e vivere quel momento particolare!

Si percepiva la loro gioia per l'evento così insolito all'interno della casa di cura, nonostante sembrassero a prima vista così immobili... ed alcuni lo erano davvero per via dei loro problemi fisici. Facciamo anche conoscenza con la direttrice, signora sorridente e professionale, che ci presenta e introduce quello che sta per succedere.

Oltre a presentare il mio progetto artistico, parla dell'iniziativa SDM e pone l'accento sul fatto che in tutta Italia, contemporaneamente al nostro concerto, si realizzavano decine di altri spettacoli tutti accomunati dalla location "particolare", così ci sentiamo ancor maggiormente investiti di responsabilità, come se non bastasse la tensione che, già da un po', ci rendeva simili a corde di violino!!

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Foto di Ila


Ok, pronti via!

 Stiamo per partire e ci rendiamo conto di non aver stilato la famosa "scaletta"!!! Paolo me la chiede quasi sottovoce, velando una certa preoccupazione. Io, più teso di lui, lo guardo, strizzo l'occhio e cerco di tranquillizzarlo dicendogli: "ti chiamo io i brani, vai tranquillo! seguo una scaletta già fatta altrove"... Eheheheh!!! Ovviamente, invece, sono andato "a braccio" o quasi!!

Va pure detto che era la prima volta che io e Paolo suonavamo dal vivo insieme in duo un concerto di un'ora intera con solo ed esclusivamente i miei brani, inoltre era saltata anche la prova del giorno prima, per motivi lavorativi di entrambi! Una certa agitazione poteva anche essere giustificata, ma oramai era da accantonare per poter liberare finalmente voce e cuore.

Inizio con "Do you like me?" brano piuttosto rodato e che introduce l'atmosfera pop-rock della mia musica, grazie al ritornello orecchiabile e all’ascolto piacevole (a quanto mi dicono!) nonostante il ritmo piuttosto rock! 

Mentre canto, cerco con gli occhi di incrociare gli sguardi dei presenti e di leggere le loro emozioni, per carpirne gli umori. Sembrano tutti attoniti.

 Mille emozioni mi pervadono e mille dubbi, ma continuo immedesimandomi nel brano e cercando di interpretare nel migliore dei modi le parole da me scritte.

 Sbircio Paolo con la coda dell'occhio cercando uno scambio musicale più profondo possibile, sorreggendo, nel contempo, il ritmo del brano.

Noto dal suo viso accaldato e dai suoi occhi che sicuramente anche lui è "sospeso su un filo come un equilibrista"...

Fortunatamente il fragoroso applauso finale e i sorrisi che si stampano sui volti del pubblico sciolgono tutte le paure e le tensioni in un colpo solo!

Traendo forza ed energia da queste vibrazioni introduco il secondo brano e poi il terzo e via via tutti i brani dell'album in un crescendo di musica e sentimenti: è un bellissimo scambio tra noi e le persone presenti, attentissime ad ogni nostra nota. E’ Bellissimo!!!! con la B maiuscola anche se non si scrive così!!!!!!

Suoniamo "Nanana", il lento del disco, con un certo trasporto…. "Vivo" risulta anche più funky del solito, "Lontana" è l'occasione per ricordare amori passati, nostri e dei presenti, "Lei" arriva come canzone da dedicare al proprio amore - tutti quanti ne abbiamo uno o ne abbiamo avuto uno! - "Piccolo Uomo" è uno spunto per parlare di preghiere e ciò che sta "al di là" di noi tutti….. e via così di seguito.

 Ogni brano si arricchisce di nuovi stimoli e di nuovi significati pescati direttamente dall'insolito, quanto particolare, contesto in cui ci troviamo in quel momento. Gli anziani ci ascoltano con attenzione e soprattutto si divertono! C'è un continuo "scambio" di energie tra noi e loro… fantastico!

Ed era proprio quello che speravo fin dall'inizio: poter avere l'occasione di regalare la mia musica a persone che non potrei mai raggiungere e che, per ovvi motivi, passano un periodo della loro vita piuttosto, diciamo, monotono... per alcuni poi, purtroppo, è anche molto, molto triste...

Foto di ila

Le "nonnine" in prima fila a fine concerto, tentando a fatica di alzarsi dalla sedia, visibilmente emozionate, ci dicono applaudendo: "bravi ragazzi! bravi! grazie! vi terremo sempre nel cuore!".
La loro sensibile e partecipe emotività non ha prezzo!!!! è davvero impagabile!

E' stata una delle più grandi emozioni che ho provato nella mia vita.

Sento, perciò, di esprimere il mio grazie: sarò io che porterò per sempre nel mio cuore i vostri occhi e il vostro calore!

Spero davvero di poter ripetere l'occasione molte altre volte.

E chiaramente come non menzionare Ila che ha realizzato tutto questo, questa incredibile "Settimana della Musica che regala il cuore", grazie Ila!!

 Alla prossima!

 

Vincenzo Marabita

Istituto Verdi @ Residenza Casa Mia, Asti (17/4/2012)

Il Civico Istituto “G.Verdi” di Asti ha aderito con molto entusiasmo alla Settimana della Musica.

Il concerto si è svolto nella Residenza “Casa Mia” di Asti martedì 17 aprile alle ore 17.30.

Gli ospiti della residenza e i genitori degli allievi hanno ascoltato con molta attenzione i brani proposti.

Hanno partecipato allievi dei seguenti corsi:

clarinetto seguiti dal M° Fulvio Schiavonetti;

flauto seguiti dalla Maestra Simona Scarrone;

musica d’insieme tenuto dal M° Giuseppe Elos  e il coro di voci bianche diretto dalla Maestra Orietta Lanero.

Gli allievi di clarinetto hanno eseguito musiche di Gluck, Gebauer e Rossini per due o tre clarinetti.

Gli allievi di flauto in ensemble hanno eseguito brani tradizionali degli Stati Uniti, della Grecia e dell’Irlanda.

Infine la Piccola Orchestra e il Coro di Voci Bianche hanno eseguito alcuni brani tratti da: “E’ arrivato un treno carico di …..” con testi tratti da “Il secondo libro delle filastrocche” di  Gianni Rodari e le musiche scritte dal M° Giuseppe Elos.

 

Foto di Patrizia Picco

 

Il Coordinatore dell’Istituto di Musica Prof.Fulvio Schiavonetti

e gli insegnanti Orietta Lanero e Giuseppe Elos

Keccore'@Casa Di Riposo "Padre Semeria", Gioia del Colle, Bari (17/4/2012)

Ciao a tutti!

Facciamo un bel cerchio...siete pronti?
(Pazzesco...c'è molto più entusiasmo qui che nel pub in cui ho suonato qualche giorno fa!)

Scusate...sono un po' raffreddato!
(...qualcuno mi guarda un po' stranito...effettivamente che c'entra il raffreddore con la musica? Ci sono degli amici "con qualche annetto in più di me" che sono su una sedia a rotelle...ma che cavolo dico a fare che sono raffreddato?)

E allora siamo pronti per cantare?
(...ed iniziamo a suonare, cantare, ballare...
...e quando non ricordo le parole c'è il signor Giovanni che è un MILLENOTE vivente: La fisarmonica di Gianni Morandi alla fine sarà il brano più moderno!!!))
:)))))

E adesso il signor Giovanni ci canterà un brano di Battisti...applausooo!!!
(Wow...che entusiasmo...fantastico!!!
...ma la mia influenza dov'è andata a finire?)

Balliamo un poooo'? TIntarella di luuuuna...
(Ma che energia c'è in questo posto?)

E adesso vi canto una canzone che mi piace tantissimo...perché parla di campagna e di alberi! Questa è la stoooooria di uno di nooooooi...
(...ed un'ora volerà via tra mazzolin di fiori e rose rosse...e sono sempre le canzoni d'amore che ci uniscono!!!)

Del resto come diceva John Lennon "love is the answer"!
Oggi John Lennon avrebbe 72 anni!
Kecco

Un saluto pieno di gioia a tutti gli operatori del centro "Padre Semeria" ed un grazie a Creattivina per aver catturato con le sue foto un'atmosfera magica!

Francesco Sportelli @Marsica per noi, Avezzano, Aquila (17/4/2012)

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Gli anziani sono sempre stati per me motivo di stupore, commozione, crescita e con questo concerto si è presentata l’occasione di ricambiare tutto quello che, negli anni, mi hanno dato.

Nella struttura che mi ha ospitato ho trovato una realtà assetata di novità. Mi guardavano un po’ come un alieno, ma senza ostilità semmai erano curiosi di cosa sarebbe uscito fuori dalla bocca e dalla chitarra di “quel tipo coi capelli lunghi”.

Avevo già deciso che avrei sicuramente cantato le mie canzoni perché volevo donare loro qualcosa di totalmente mio, ma tenevo molto a preparare qualcosa di speciale per i “nonni” che avrei incontrato e pensando e ripensando mi è venuta in mente la soluzione più semplice di tutte: cantare come avrei cantato per mio nonno.

Qui c’è da aprire una piccola parentesi: io sono tarantino e vivo in abruzzo, mio nonno, in passato fotografo e pittore napoletano, è stato il primo ad insegnarmi “a cappella” le canzoni della sua terra di origine ed insieme a quelle a volte canticchiava una canzone che solo da poco ho scoperto essere abruzzese. Quale migliore occasione per unire tutti quei sapori familiari e condividerli con quel pubblico speciale?

Ho due ricordi molto forti. Il primo è legato alla sensibilità di una signora ospite della struttura che ha tenuto a dirmi che i quadri appesi alle pareti fossero stati dipinti da lei. Non ci ho pensato due volte e ho chiesto al personale di sala di staccare i quadri e di porli alle mie spalle come scenografia del concerto. Potete immaginare gli occhi lucidi di quella signora, da quel momento mia principale fan della serata!

Il secondo ricordo riguarda la loro voglia di cantare le mie canzoni anche se non le conoscevano e li ho visti addirittura rimproverarsi a vicenda quando, dopo un primo ritornello imparato, qualcuno sbagliava le parole del secondo. Fantastici!

Tornando a quanto ho imparato da mio nonno, verso la fine del concerto mi cimento in un riarrangiamento di alcuni classici napoletani fino ad arrivare a quella canzone abruzzese imparata da piccolo e che mai avrei pensato potesse diventare così importante in questa occasione.

La musica ha unito le nostre storie per un’ora e mezza e mi sforzo di sperare che anche una singola nota o parola abbia scosso quelle anime dal loro torpore quotidiano.

 

Grazie ancora per aver concepito questa bella iniziativa.
Un abbraccio

Francesco Sportelli

Simone Poncino @ Casa di riposo "Maina", Asti (17/4/2012)

Pensavo che poi alle 17.30 sarei dovuto andare a quell'appuntamento...ma mi sbagliavo...

Quell'ora e mezza in compagnia di quelle persone cosi' speciali, mi ha fatto dimenticare non solo tutti i miei impegni, ma anche le mie frivole preoccupazioni...e' stato un pomeriggio intenso, da raccontare ai miei futuri figli..pomeriggio fatto di sorrisi ed occhi lucidi..nonostante io abbia fatto pezzi scritti da me tutti in sala e non solo hanno avuto orecchie attente e sensibili.

Sono andato via sicuramente con qualcosa in piu' di come sono arrivato,che spero di portarlo nel proseguio delle mie esperienze di vita..ringrazio molto fabio gallo che mi ha contattato per l'evento e ila,che si e' sempre preoccupata di tutto, tralasciando mai niente..la musica ti cambia,e questae' una tangibile testimonianza..

grazie di cuore

Simone Poncino

 Foto di Patrizia Picco

 

 

Valerio Ruta, Michele Buzzi e Elena Corbella @ Casa di riposo Santa Giulia, Milano (22/4/2012)

Domenica 22 Aprile, io Michele e Elena prendiamo parte per la prima volta alla Settimana della Musica.

Conosco Ila, che fin da subito accoglie con entusiasmo la nostra musica e ci trasmette tutta la sua passione, bontà e cuore per un l'iniziativa che ci piace molto.

Suoniamo alla Casa di riposo Santa Giulia, in zona Lambrate vicino ai Martinitt.

Arriviamo in anticipo così da prendere confidenza con il posto e con le persone.

Ci accoglie subito una ragazza all'ingresso. Ci dice che l'educatrice che si occupa dell'animazione si chiama Alice e che fra pochi minuti arriverà. 

Nel frattempo ci indicano dove lasciare l'auto comodamente per portare gli strumenti e ci portano al salone dove suoneremo.

Al momento del nostro arrivo c'è solo il ragazzo del bar e poche altre persone , quindi decidiamo di preparare la strumentazione.

Poco alla volta comincia ad arrivare qualche "giovanotto dai capelli bianchi". Pian piano, incuriositi si avvicinano e ci guardano mentre prepariamo mixer, microfoni, casse e i nostri strumenti.

C'è ancora calma, e possiamo fare le prime prove dei volumi e un breve sound check. 

Ma ecco che arriva Alice, l'educatrice del servizio animazione! Ci presentiamo e  fa gli onori di casa Santa Giulia. 

Le faccio qualche domanda per capire i volumi, se va bene la disposizione e così parliamo un pò.

Siamo emozionati e quando abbiamo montato il tutto abbiamo voglia di suonare.  Arriva anche Monica e il suo fotografo per dare una testimonianza fotografica dell'evento. Due ragazzi di cuore che hanno colto il messaggio e vogliono dare un apporto prezioso.

Mancano pochi minuti alle 16 e pian piano le sedie che Alice ha sistemato davanti al nostro palchetto cominciano a riempirsi e arrivano tanti ( ma tanti) anziani del Santa Giulia. Alcuni accompagnati dalle educatrici e altri da parenti.

Arriva anche un signore su una sedia a rotelle che mi chiama e mi dice "Voglio ballare, si può ballare ?".  Alice lo interrompe "Mario, non puoi ballare ma puoi battere le mani !"

Mi avvicino allora a Mario e gli dico "Mario ti faremo ballare, ci saranno delle musiche che ti piaceranno!".

Mi schiaccia un occhiolino. 

Michele prepara la sua chitarra mentre il mio mandolino è sulla sedia che scalpita. Ho anche una armonica a bocca nella tasca e Elena è pronta per la doppia voce e il tamburello.

Il salone si riempie e siamo davanti ad un pubblico bellissimo e numerosissimo. Sono tutti davanti a noi, ma anche ai lati . Siamo quasi accerchiati e questo da un senso di calore e voglia di condivisione.

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"Alice iniziamo a suonare che abbiamo delle sorprese da far ascoltare!"

Finalmente si inizia,  Michele presenta la manifestazione e ringrazia tutti i presenti e via ....one two three....e la prima è Maggie May con chitarra, mandolino e doppia voce.

Si rompe il ghiaccio , Alice ci sorride e i nostri vecchietti applaudono contenti.

Bellissimo !

Iniziamo con brani folk inglesi e americani .  Mario da laggiù mi guarda e leggo il suo labbiale che dice : "Ballare" . Ecco vuole ballare. Bene Mario hai ragione, ora scaldiamo il Santa Giulia !

Mi rivolgo a Michele e gli dico che partiamo con i brani di chitarra e armonica a bocca. 

Suoniamo 'Oh Susanna' e, dopo pochi secondi , Alice coinvolge tutti nel battere le mani.

Alzo lo sguardo verso Mario e lui balla sul posto della sua carrozzina. Penso "vedi Mario che ti avremmo fatto ballare ?".

Allora subito dopo è la volta di  'When the Saints go marching in'.  Anche questa la conoscono e vengono a tempo con noi battendo le mani.

Suoniamo ancora altri brani della musica popolare inglese e americana e notiamo che a loro piace molto.

Quando però manca un quarto d'ora alla fine, decidiamo di tirar fuori le sorprese musicali. Ovvero le canzoni di musica popolare italiana e milanese che avevamo preparato per l'occasione.

Caro Mario adesso ti divertirai molto, penso tra me e me. E anche i tuoi amici qui.

E allora suoniamo 'Quel mazzolin di fiori' e tutti ritmano la canzone e la cantano. Che gioia ed emozione per tutti !

Così facciamo anche 'La bella la va al fosso' e subito dopo 'Lo spazzacamino'. Sono tra le canzoni più familiari e così siamo contenti nel vedere tutti partecipi a cantare con noi.

L'ultima , purtroppo sono già le 17.15,  è 'Come porti i capelli bella bionda' di Cocchi e Renato. 

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Quando Michele saluta tutti e ringrazia , ci chiedono di non andare via e suonare ancora. Alice mi guarda e mi chiede se possiamo.

Certo!!!

Allora è la volta di 'Tanto pe cantà' in romanesco !

E infine decidiamo di buttarci in una canzone quasi mai provata. Non potevamo andar via senza di quella . Tanto eravamo sicuri che l'avrebbero cantata tutti insieme.

E così Elena inizia a cantare 'Oh mia bella Madunina'. 

Mario si illumina e canta con tutti gli altri. Ci alziamo in piedi, lasciamo i microfoni e andiamo in mezzo a loro. Il ritornello di quella canzone è un coro unico che riempie la sala.

E i nostri cuori di gioia .

E così ....ci viene da dire grazie a voi tutti dal primo all'ultimo per questa esperienza che ci ha dato molto. Ci siamo divertiti. 

E' stato bello poter far passare un pomeriggio sereno a chi ne ha bisogno.

Grazie ad Alice che si è divertita più del solito.  A quel ribelle di Mario che voleva ballare ( e ha ballato). A quel signore affetto da una malattia che gli impedisce di muoversi ma , come ci ha detto la figlia, per la prima volta ha battuto le mani per quel che riusciva. Alla signora che è diventata la fan numero uno di Michele. Alle educatrici che ci hanno chiesto di ritornare presto.

E grazie a Ila, che da diversi anni porta avanti questo messaggio d'amore e di unione.

Scrivo anche a nome di Michele ed Elena che hanno suonato e cantato e torneranno presto con me al Santa Giulia. Tutti insieme ci sentiamo parte della famiglia della Settimana della Musica.

Valerio Ruta

 

foto_Alberto Zogno
post production: Monica Ferretti
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Riccardo Fancini @ Ente Morale Pio IX, Milano (22/4/2012)

L'ambiente un po' lo conoscevo già perchè, anni addietro, la mia Scuola Media aveva aderito ad una richiesta del comune di Bresso di portare i nostri ragazzi a suonare al ricovero per anziani Pio XI.

Quindi entro con la macchina e mentre scarico gli strumenti mi viene incontro Simona, la mia referente.

Sistemati alcuni dettagli tecnici lei comincia a portare nel salone i vari "ospiti" uno alla volta, aiutata da alcune ragazze più giovani. 

Poco dopo si avvicina a me una simpatica signora: "Ho 92 anni, sono veneta e quando ero giovane cantavo. Oggi mi piacerebbe sentire.....(e mi elenca un po' di canzoni della sua epoca)."

"Mi dispiace signora ma io sono qui per cantarvi le mie canzoni, non ne so altre (dispiaciuto)."

Poi si avvicina un'altra donna che con parlare concitato mi dice: "Tu sei nato in febbraio!"

Io rispondo: "No"

E lei: "Allora sei nato ad aprile, io lo so"

"No" - rispondo - "sono nato in dicembre".

"Io a 11 anni ho seppellito i miei genitori e poi ho visto ammazzare mio fratello..." E comincia a piangere.

Allora l'ho abbracciata e le ho fatto appoggiare la testa sulla mia spalla chiedendole, dopo un po', se andava meglio (mica tanto).

Nel frattempo arriva Guido il fotografo. Ci presentiamo mentre io finisco di fare un po' di soundcheck.

Foto di Guido Maria Ratti

Intanto che arriva il pubblico, finito di prepararmi, giro tra gli anziani passeggiando.

Un signore mi chiede se sono un maschio o una femmina (ho i capelli lunghi a coda) e li vicino reincontro la signora di 92 anni: "Io sono rimasta sola, mio marito è morto, una figlia è morta e un altro mio figlio si è suicidato pochi anni fa. La moglie lo ha lasciato e lui non ha retto."

La mia chiacchierata continua ancora per un po', poi inizio a suonare. Simona mi presenta allo strano pubblico e mi rendo conto, prima ancora di cominciare, che le mie canzoni, a parte alcune, sono di difficile ascolto per un pubblico come quello.

Mi rimbocco le maniche, apro il cuore e cerco di dare loro qualche cosa, magari anche solo attraverso il suono delle mie chitarre, ma capisco di non arrivare a loro. Ho rimpianto di non saper cantare altre cose, più spensierate. Loro avrebbero avuto bisogno di leggerezza.

Non sempre si riesce a dare agli altri quello che si vorrebbe.

Non ho potuto sperare neanche nei parenti, perchè stranamente ce ne erano pochissimi, contrariamente ad altre volte, forse il sole li ha portati fuori.

Concludo il mio concerto, saluto, ringrazio e ritorno a casa con un piccolo dispiacere.

 

Riccardo Fancini

Chiara Ragnini @ Casa di Riposo e Pensionato, Imperia (21/4/2012)

La prima volta non si scorda mai.

E' sabato mattina e mi alzo a fatica dal letto per iniziare a prepararmi al pomeriggio, dove sarò ospite della Casa di Riposo e Pensionato di Imperia in occasione della Settimana della Musica, iniziativa colta con grandissimo entusiasmo da questa struttura che la ospita (e mi ospita) per la prima volta (ma sicuramente non l'ultima).

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La giornata inizia come una qualunque giornata volta alla preparazione di un concerto importante: perchè tutti i concerti, per me, sono importanti, anche se questa volta il pubblico sarà non soltanto insolito ma quantomeno più delicato e meritevole di maggior rispetto.

 Mi sento inquieta e ho paura di non piacere: gli ospiti del Pensionato di Imperia sono abituati a lasciarsi coinvolgere in iniziative musicali come questa, ma è la prima volta che ascolteranno una cantautrice che suonerà e canterà per la maggior parte del tempo le sue canzoni. E ho una paura tremenda.

Mezzora di vocalizzi, tanta acqua, una aggiustatina ai capelli e un filo di trucco: sono pronta per partire alla volta del centro di Imperia.

 Arrivo accolta da Cristiana, l'animatrice con cui sono stata in contatto per organizzare l'evento, che mi accoglie con grande gentilezza e disponibilità. Mi spiega che ha raccontato al nostro pubblico cosa accadrà da lì a breve: un pomeriggio di musica (inedita) in occasione di un'iniziativa importante che ha coinvolto quasi un centinaio di altri artisti e musicisti di tutta Italia. Sbircio la sala quasi gremita di nonne, nonni e alcuni parenti che hanno accettato l'invito volentieri: una nuvola di teste argentate e occhi incuriositi si muove in maniera quasi impercettibile, ma l'attenzione è tanta e non vedono l'ora che si inizi ad ascoltare la musica.

 Saluto educatamente gli ospiti che piano piano arrivano e mi predispongo al centro della sala: stiamo per cominciare.

 Credo che per un cantautore la prova più grande sia riuscire a emozionarsi e a emozionare da solo, con l'ausilio di due soli strumenti: una chitarra, nel mio caso, e la sua voce. Ed è così che mi ritrovo in un tiepido pomeriggio di aprile, al centro dell'attenzione, da sola con la mia chitarra, sotto gli sguardi attenti di quasi 80 partecipanti a questa bella iniziativa che è la Settimana della Musica. E ho una paura tremenda.

 Cristiana ed io presentiamo brevemente questo progetto, con un cenno a chi sia la ragazza con la chitarra al centro della stanza, e si comincia a suonare.

Apro con Gli Scoiattoli Nel Bosco, Il Giardino di Rose, Ogni mia poesia e via via la tensione si scioglie e le emozioni si amplificano: il mio cuore è grande e gli applausi, i complimenti, le bocche spalancate e gli occhi illuminati mi danno forza ed io a loro. E' uno scambio di energia ed è bellissimo percepire come la musica riesca sempre a scaldare l'anima delle persone, di chi ne fruisce in quanto esecutore ma soprattutto in quanto spettatore.

 Facciamo una breve pausa, arriva un carrello pieno di vassoi colmi di torta

verde, sardinara e aranciata. Qualcuno, più stanco, se ne va, molti rimangono e timidamente mi si avvicinano, complimentandosi e ringraziando, ringraziando tanto. Ma sono io che devo ringraziare loro per questo privilegio, perchè è un privilegio, per me, raccontare loro un pezzettino di me attraverso le mie canzoni, con grande pudore e rispetto.

 

Riprendiamo e proseguo con La Notte di Arisa e La Canzone del Sole. Siamo in filodiffusione con i piani di sopra e qualcuno, dall'alto, si chiede se quello che sente "è la radio". Ancora canzoni mie per poi chiudere con I Trilli e la mia stramba pronuncia genovese, che scatena un tripudio di battimani, per poi chiudere con il bis de Gli Scoiattoli Nel Bosco. Vedo sorrisi e occhi lucidi e percepisco la gioia che è nell'aria: il concerto è riuscito perfettamente.

 Non capita spesso di avere un pubblico così attento ed è bellissimo sapere che mi vorranno ancora con loro: a luglio tornerò (anzi, torneremo) anche in compagnia degli altri miei musicisti, con grande, immenso piacere.

 Saluto chi piano piano esce dalla sala, fra una carezza ed un bacio, un grazie, un complimento e una stretta di mano.

Il tempo è volato e non ce ne siamo nemmeno accorti. Ci salutiamo e ci ringraziamo vicendevolmente con Cristiana ed il Presidente del Pensionato (che, ci hanno detto, non presenzia quasi mai ad eventi come questo e che per oggi ha fatto più che un'eccezione), visibilmente emozionati tanto quanto me. Con la promessa di ritrovarci da lì a qualche mese, per un altro pomeriggio di musica, sorrisi e serenità.

 Grazie a Ila e alla Settimana della Musica per questa grande occasione.

 

Chiara Ragnini