ILA@Casa di Riposo "Fondazione Honegger" Albino (18/05/2011)

Terzo giorno della mia personale SDM.
Come l'anno scorso ho deciso anche questa volta di andare a trovare dei nonnini in una casa di riposo. La scelta è ricaduta sulla Casa di riposo della fondazione Honegger di Albino, quella con gli anziani più gravi. Mi sembrava la cosa migliore, dovendo scegliere, portare la musica a quelli che ne avevano più bisogno rispetto ad altri.
Mi accompagna l'amica Francesca Garavelli (che ha fatto le foto) e Antonello Manenti, presidente dell'Associazione Zwickyart, gruppo che appoggia l'iniziativa.

La struttura è molto bella, il personale davvero disponibile e gli anziani più attivi me li sono ritrovati nella sala grande, pronti a farsi attraversare dalle note.
Inizio subito a cantare, e poco dopo una delle signore si unisce a me, prima con una qualche opera, poi improvvisando sulle mie note. è evidente che cantasse da giovane, si sente subito. (Più tardi in corridoio racconterà di aver fatto il conservatorio e si rimetterà a cantare mentre una sua amica vuol provare la chitarra.)
Provo a coinvolgere gli altri anziani che piano, piano cambiano espressione, qualcuno riesce a battere le mani, si allargano degli spauriti sorrisi.

Una signora  in particolare mi colpisce per lo sguardo vivace, la vedo incuriosita e sorridente, così decido di darle un ovetto (uno shaker) per suonare con me. La cosa buffa è che una volontaria le fa "vedere come si fa", ma aimè fuori tempo, e la signora invece prende l'ovetto e si mette a scuoterlo al ritmo giusto! fantastica!

Giro tra di loro, per permettere a tutti di recepire le vibrazioni. Mi avvicino ad un signore del quale poco prima mi avevano raccontato la storia: un vecchio pastore che, privato della sua libertà, diventa cattivo, violento, non parla mai. Mi dicono di stare attenta.
Io mi metto davanti a lui, ad un metro circa, e lui è tranquillo, contento. Quando lascio la stanza per raggiungere gli altri piani mi dicono che si è calmato e mi fa i complimenti. Per uno che non parla mai la musica deve aver fatto proprio un buon lavoro!!!

Secondo piano, stanza quasi vuota, alcuni anziani fanno merenda.
Appena parto con la musica una signora comincia ad applaudire. Mi sposto ancora tra di loro, e quando sono dietro ad una nonnina in carrozzina lei comincia a battere le mani sul tavolo, quasi a tempo e penso "si diverte"! Solo dopo mi dicono che è sorda! Incredibile.
Un'altra cosa della quale non vengo avvertita è che un signore (non vecchio) ha subito un incidente anni prima e le sue espressioni emotive si sono invertite, ad esempio, quando è felice piange.
Io non sono informata di questo e quando mi metto davanti a lui scoppia a piangere. Lì per lì tentenno, penso che forse gli sto dando fastidio, ma l'impressione che ho, la sensazione che va oltre il vedere "un uomo che piange" mi spinge a proseguire. E lui piange e piange, ma ora so che era felice.

L'uomo è strano, complesso, un meraviglioso essere in continuo mutamento.

Proseguo la mia suonata nelle stanze, dove nonnine candide ed immobili mi ascoltano, chi riportando se stesse al presente, chi con un sorriso.
Il punto però è che spiegare a parole quel che succede in questi frangenti è quasi impossibile. Si crea una connessione che nemmeno le immagini qui sotto (delle quali ho oscurato i volti per correttezza) possono rendere giustizia. E' un guardarsi diritto negli occhi, è veder riaccendersi una fiamma di vita, in quegli attimi, mentre  le note volano nella stanza, rivive "qualcosa" in loro, qualcosa che in una pillola di energia, come un batuffolo di cotone, arriva prima nei miei occhi, poi dentro, e io lo faccio uscire dalle mie mani e dalla mia voce. In un perfetto scambio.

Il pomeriggio è giunto al termine, ci prepariamo per tornare a Bergamo con la promessa di tornare a trovarli.


Ila