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Giovedì 19 ho giocato in casa: alle 10.00 sono stato ospitato dalla Fondazione Scuola Nikolajewka di Brescia, una struttura costruita più di 20 anni fa dall’opera volontaria degli Alpini della mia città. Questa volta mi ha accompagnato Paolo Cavagnini alla chitarra, fidato compagno di mille avventure.Ci attendeva una vera festa e infatti ci siamo trovati attorniati da tutti gli ospiti del centro al gran completo, di cui una buona parte armata di cembali, tamburelli e percussioni varie. Sono scattate fin da subito le richieste, la musica ha cominciato a diffondere il suo contagio e l’atmosfera si è scaldata in poco tempo, grazie anche alla partecipazione attiva e all’allegria degli operatori. Quanto scambio di energia e quante emozioni: chissà che non ci si riveda presto…
Daniele
Mercoledì 18 maggio sono andato a Cernusco sul Naviglio presso il centro “Cascina Parolina”, centro residenziale per disabili. È stata una bellissima festa all’aperto, con un primo assaggio d’estate, in orario “happy hour”, con gli ospiti del centro, i loro familiari, gli amici…un sacco di gente.
Gli operatori con in prima fila Pablo Leoni, che si occupa della musicoterapica per i ragazzi, hanno lavorato sodo per preparare l’evento, con il risultato di aver dato vita a una vera e propria festa con un’atmosfera allegra, rilassata e con molta partecipazione. Io ho trovato un feeling immediato con Pablo, che prima di tutto è un ottimo musicista di lunga data nonché cantautore come me: ci siamo alternati proponendo pezzi nostri e anche un po’ di cover, sull’onda dell’entusiasmo dei ballerini che si scatenavano davanti a noi. La serata si è chiusa con un doveroso e patriottico omaggio da parte di Mario, il mito della Cascina Parolina.
È stata una bella serata, gioiosa e divertente. Sono venuto via con mille emozioni nel cuore e un quadro sotto braccio che mi hanno regalato i ragazzi, alla fine. Ci sono le impronte delle loro mani, le stesse che quella sera mi hanno stretto forte e comunicato tanto.
Daniele
Il 19 maggio sono andata con Lorenzo Fugazza e Lorenzo Ferrari a trovare i disabili dell'Ospedale di Mozzo, grazie all'invito del Dottor Mellizza.
Ci siamo messi fuori, data la bella giornata, e piano piano hanno cominciato a raggiungerci i pazienti di questa bellissima struttura persa nel verde sulle colline di Mozzo.
Durante l'esibizione ho scoperto che una delle pazienti era di Genova, come me, così abbiamo avuto qualche scambio in genovese e da lì sono partite richieste come De Andrè, del quale abbiamo suonato Creuza de ma.
Giovani, anziani, il posto più eterogeneo visitato fino ad ora. La cosa che mi ha stupito di più è vedere che tra di loro, dal bambino di 10 anni alla signora di 70, ci sia un rapporto da amicizia senza differenza di colore, sesso o appunto, età.
Non è cosa di tutti i giorni, almeno per me.
Nell’ambito dell’iniziativa Settimana della Musica ho avuto l’opportunità di suonare presso l’Istituto dei Tumori di via Venezian, a Milano.
Giovedì pomeriggio, accompagnato da Angelo e Carlotta, due volontari della LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), ho visitato i diversi reparti dell’ospedale. Partendo dall’ultimo piano ho fatto dei piccoli set nei corridoi e nelle sale d’attesa. Ho incontrato persone di ogni età, dagli anziani ai bimbi piccoli.
E’ stata per me un’esperienza molto forte, mio padre fu ricoverato proprio lì. Non è stato facile, ogni 15min circa un piano diverso, nuovi sguardi, e in fondo un nuovo pubblico da catturare...
Questa giornata mi ha ricordato quanto può fare la Musica. Ho visto alcune persone, pazienti o familiari, chiudere gli occhi e seguire me e la mia chitarra. Chissà, forse qualcuno almeno per un attimo è riuscito a distrarsi, a staccare dai pensieri e dalle preoccupazioni.
Questa iniziativa è molto importante, deve crescere! Spero l’anno prossimo di poter partecipare ancora ma soprattutto che aderiscano sempre più musicisti. Lo dobbiamo alla Vita.
Grazie Ila, è stato un privilegio.
Val
Terzo giorno della mia personale SDM.
Come l'anno scorso ho deciso anche questa volta di andare a trovare dei nonnini in una casa di riposo. La scelta è ricaduta sulla Casa di riposo della fondazione Honegger di Albino, quella con gli anziani più gravi. Mi sembrava la cosa migliore, dovendo scegliere, portare la musica a quelli che ne avevano più bisogno rispetto ad altri.
Mi accompagna l'amica Francesca Garavelli (che ha fatto le foto) e Antonello Manenti, presidente dell'Associazione Zwickyart, gruppo che appoggia l'iniziativa.
Una signora in particolare mi colpisce per lo sguardo vivace, la vedo incuriosita e sorridente, così decido di darle un ovetto (uno shaker) per suonare con me. La cosa buffa è che una volontaria le fa "vedere come si fa", ma aimè fuori tempo, e la signora invece prende l'ovetto e si mette a scuoterlo al ritmo giusto! fantastica!
Giro tra di loro, per permettere a tutti di recepire le vibrazioni. Mi avvicino ad un signore del quale poco prima mi avevano raccontato la storia: un vecchio pastore che, privato della sua libertà, diventa cattivo, violento, non parla mai. Mi dicono di stare attenta.
Io mi metto davanti a lui, ad un metro circa, e lui è tranquillo, contento. Quando lascio la stanza per raggiungere gli altri piani mi dicono che si è calmato e mi fa i complimenti. Per uno che non parla mai la musica deve aver fatto proprio un buon lavoro!!!
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Avevo già partecipato l’anno scorso alla Settimana della Musica e devo dire che l’emozione che mi aveva lasciato era stata talmente immensa che quando Ila mi ha riproposto di partecipare alla seconda edizione sono stata davvero felice! Quest’anno io e Giovanni siamo andati a trovare gli anziani che alloggiano alla Casa di Riposo “Gli Oleandri” di Rozzano e l’esperienza è stata nuovamente molto intensa. Doveva venire con noi anche Claudio con il suo sax ma sfortunatamente proprio quella mattina si spacca un dente J…. Bhe io e Giovanni ci organizziamo per andare in due e partiamo con la voglia di vedere i nostri ascoltatori speciali …
Appena arrivati al centro veniamo accolti da Letizia, l’animatrice di questi bellissimi nonnini.
Entriamo nella sala eventi ed eccoli tutti là, già pronti per ascoltarci, tutti eccitati per la musica che stava per arrivare. Io e Giovanni facciamo un brevissimo sound check e cominciamo.
Eccoli sorridere, applaudire come ad un concerto “vero”, cantare quasi tutte le canzoni che conoscevano a memoria…e persino quando abbiamo suonato le nostre canzoni inedite li vedevi attenti, curiosi e sempre con il sorriso stampato sui volti. A fine concerto poi è bellissimo vederli venirti incontro con la loro camminata “faticosa” solo per darti la mano e dirti un semplice “Grazie”… un “grazie” che ogni volta mi sento di dire io a loro!
Che altro dire…partecipare a “La settimana della Musica” penso sia una cosa che puoi descrivere davvero solo provandola. Per un giorno abbandoni la professione “musicista/artista” per essere unicamente un “regalo” per le persone che hanno bisogno di un po’ di spensieratezza, di leggerezza e di gioia. E quando capisci che sei riuscito a regalare loro un po’ di queste cose, ecco che ti senti pieno, vero… un musicista che suona non solo per passione e per lavoro ma un musicista che regala il cuore…
Amelie
Airoldi e muzzi - Lecco- casa di riposo - età media 80 anni